Tecnica del sovescio consigli pratici

SOVESCIO Pratica antica dei contadini per concimare in modo naturale il terreno

 

Sì mi ci dedico pure io, credo a tempo perso essendo non contadina autoctona.

( certo cerco terreno fertile per piante future)

(No chimici solo con luna calante per farlo)

Si tratta di seminare e  far crescere  belle insolite erbe con fiori vari

e poi interrarle nel terreno a 10 cm di profondità

 

Chi? Che? Beh varie varietà di erbacce:

Confusi, non so cosa voglio da te ma sei la donna della mia vita viviamo assieme facciamo figli poi sparisco

Ti mostro per colpirti la mia ricchezza interiore ed esteriore è una farsa (poracci inside)

Ossessivi nelle loro ciambelle narcise, schermi telematici docet

Non ho tempo per la bellezza la condivisione lo stare assieme (mentre tu stai cercando tempi e sacrifici e progetti non solo di idee )

Ho figli mogli pazze lavori impossibili poco tempo per vivere bene

Sono Senza soldi o casa offri te

Non vai bene, non sorridi, stai dritta con la schiena su su

In competizione latente

Bugiardi free lance con dentatura Durban’s

Ascoltatori di musica improbabile

Falsi intellettuali  filosofi schizofrenici

Alcolisti poco anonimi abbastanza drugs addict

Giudici sommi di quello che tu saresti/faresti, con soluzioni elisir da concederti pronte per l’uso

Poligamici essenzialmente impotenti emotiv sexual

Io il preservativo no

Ti posto foto di pezzianimali sanguinolenti da azzanarcucinare, ah sì vegana? Chissene che sarà mai

Volgari su battute troppo facili da terrore della femmina Godzilla

Pigri scarsezza di proposte

Lamentatori aggressivi pilota automatico on

Non viaggiatori sì facciamo tutto last minute poi magari lo cancelliamo anche

Politicamente prosciutto, magari rancido, sugli occhi

In conflitto con la mamma ‘assente’ o presente nel lavare stirare cucinare pure se portatori di mezzo secolo sulle spalle.

 

Infestatori delle mie brame diventerete concime

Organico

poi

se il mio orto verrà su bene metterò foto, lo prometto.

Aspetto  in data da destinarsi natura rigogliosa e produttiva

 

Foto illustrativa (forse  in versione doppia): Sfere ruotanti (che girano)

di questa estate senza vacanze in città accaldata

 

 

 

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in volo ritornano

Gli uccelli migratori son tornati sul balcone

ne hanno da raccontare e io al solito li ascolto…

anche io ne avrei da dire

non un  inverno semplice

di mancanze perdite avvicinamenti scoperte e delusioni

In primavera tornano

mi hanno portato qualcosa di nuovo

tra le zampette

sbrilluccica

 

cerco di afferrarlo e lo vedo: un piccolo cuore di oro rosso raccattato chissà dove

ritornano loro e ritorna il cuore

sarà da fidarsi affidarsi crederci farci una  risata su

sui voli miei narcisi e vani  pure se in cerca di approdi

spero il cuore mi cucini qualcosa di buono

e si dia generoso e coraggioso di tempo.

come il cinguettio degli uccellini carichi di storie e luoghi incredibili

in arrivo

le parole del silenzio

Non è letteratura non è storia non è scienza
È frammento e poi che lingua è?

Mi faccio spesso troppe domande, sarà per questo che io non sia una facile, anche se esteticamente appetibile, scelta per molti?
L’automatismo della scrittura, le schegge di pensieri frantumati fanno male oppure rimessi assieme con l’oro diventano preziosi oggetti soggetti di volere.

Ho incontrato una matura donna giovane di nome Lea e con altre donne preziose, già il genere donna esiste, ci siamo messe ad ascoltare e fare scrivere esperienza
e ho preso appunti vitali come razioni d’ acqua nel deserto
e mi sono sentita ravvivata, viva di nuovo.

Cosa mi dà la vita è la musica e la scrittura
eh già pure il suono e la voce e gli intervalli di melodia consonante o dissonante,
va bene anche la settima attratta verso l’ottava, come un magnete deve poggiarsi là.

Così ho scelto un frammento di altro frammento e l’ho riscritto sai la penna e la carta? Esistono, eccome se ci sono e poi… di esperienza evocata, l’ho riscritto.
Avete mai provato a riscrivere i frammenti dei vostri ricordi?
Avete mai provato a riscrivere le esperienze e quei volti e le cose andate a male e le loro facce storte e gli arroganti e spaventati e i vanito®si e quelli che si nascondono
che siamo tutti travestiti da altro.

Ebbene la vetrinetta mi appare allo sguardo: sono diversi sempre con occhi nasi e bocche ma uguali in questa fuga di attrazione dove avvicinarsi e poi allontanarsi nello stesso momento, quindi ci si riconosce e così si tira avanti e oltre (uomini)

Oltre

Ma la fatica di una nuova nascita puù essere sorretta solo da un ‘incombenza terribile, quale è il sapere di avere subìto una morte che non ha spento né energie né affanni né desideri.
(prefazione di Lea Melandri a Il Piccolo principe cannibale F.Lefevre 1993)

Ebbene ti ri.scrivo storia che non esisti
perché non ho una lingua per disiscriverti
perché anche i pensieri sono dettati da maestri autorevoli dove io non ho spazio in fondo (sop)porto lo spazio di chi poco ne ha avuto per essere sé.
Perché rinasco e rimuoio senza punteggiatura
perché la tua morte è stata la mia vita
e perchè mi manca la tua vita imperfetta poco di affetto rivestita ma di mancanze zuppa come savoiardi che non mangio più.

Le forze e i desideri ci sono sempre ma arrivano a sprazzi come quelle nuvole di panna in cielo, così golose e forse troppo dannose, fa male desiderare qualcosa di bello? E saperci credere? E sentire il cuore nello stomaco che batte furioso?

Attorno ci sono troppe morti troppi inganni e uomini s.persi in storie senza senso (per mare e per terra e confini) ma vivendo alla giornata anche le nuvole vanno bene
tanto dura tutto così poco oltre gli affanni i tradimenti le delusioni le vacanze le case bianche e il pavimento di legno chiaro tanto nord europa
E’ urgente la nascita di una donna
Che sente e non
Che capisce e non
Che gioca e non
Che sospetta e aspetta
Una donna per il mio regno datemi! Anche le storie di Sherazade per non morire
mai.

(del frammento che si ripara con materiali preziosi mostra e non nascondi il danno è tesoro)

love is cold è il titolo

Lei ha 14 anni, presumo, ed ha completamente perso la testa per lui:
ricalca contro il vetro il suo viso e impara disegnandolo a ripeterlo pure a mano libera. Colleziona poster, tuttifrutti interviste, sa a memoria i fatti del libro del gruppo. Va a piazza san silvestro a comprarsi il NME. Canta le canzoni e ascoltando ossessivamente genera la sua futura propensione a fare i glissati (aiuto!)

Lui, George, affascinante uomo.nonuomo.uomo avrebbe stranamente condizionato il futuro amore per l’inglese, giappone e alcune discutibili scelte per certi maschi di dipendenze incerti.
Lo amavo eccome!
Ripeto, se questo era il mio modello maschile
ovvio si può capire dell’altro accaduto.

E di questi giorni un po’ tristi di pietre sospese
ritorniamo a vedere le figurine dei giocatori
alcuni banali altri sospettati sospettosi
poi come dessert, prendo ripetizioni di delusione femmina, dove sei? Dove sei?

anche e infine oggi è riapparsa la solita frase del passato: non capisco quello che scrivi
eco refrain di quel qualcuno comunque bisognoso del miele esotico

arriva uno sconosciuto dice: hai scrittura jazz
forse sì improvviso e chissà a quali improbabili altezze di ricordo e vuoto pieno acce.n.do accordi complessi che con una mano sola…9/11/
Prima non parlavi di te, ora sì.
Prima non ti arrabbiavi ora sì perché è tutto morto la democrazia la pulizia la bellezza
e hai trovato la malattia e la paura di morire.
Prima avevi 14 anni e forse morire sì avresti voluto tipo James Dean
ora no, vorresti vivere con quell’abbraccio, sai
quello notturno che è lì e ti dice di non mollare
di tirare il carretto con tutte le tue belle cose autoprodotte e il rispetto per i cuori animali che non usi più come nutrimento

e in metropolitana quei ragazzini belli e giovani come i figli potrebbero essere stati tuoi, belli e giovani.
Poi le immagini di scuro e infine ritorniamo a George che ha attraversato i demoni fatto pace chissà ora così lontani così vicini
entità amica a distanza l’amore è freddo

Impariamo a fidarci di queste note jazz e di questi cerchi di voce che mi portano a volare su su anche se il sole deve uscire
ancora nuvole in petto presto pioggia, altra.
Mi piacerebbe se comincerà a non fare così freddo
e io continuerò a saltare in aria e trovare altri movimenti.
Tu che mi mandi i cieli e le luci sullo smart e sei sempre nell’oblio, anche te riprendo nel salto,
riprendo le energie che spesso certi incontri tolgono di qualità di vibrazione.

Lei aveva 14 anni e aveva perso la testa, lui avrà avuto sette anni più di lei e cantava cantava liberava
suoni di attesa e poca cura

e non trovare il sonno perché è ancora freddo ed inverno pesto.
love is cold alle 3:39:15

emozioni senza corpo

Alla fine di una giornata poco esilarante e molto irritante, mi rimangono le parole di Joumana, qui nel video sotto

le parole che potrei anche io dire dell’essere io

 

Quando  ostacoli viscidi  tentano di metterti KO

 

Dice non giudicare ma vivi e senti

 

Se vabbè tutta un storia nuova allora

 

E certe meschinità di cui vorrei volentieri farne a meno

 le invidie e i mobbing dell’esclusione

 poi in fondo non fare mai parte, in parte è vero.

Non ne faccio parte per questo non c’è la scia che mi segue, sai quella roba effimera che si chiama anche importanza personale o carisma chissà

 

Non trovo le parole giuste per avvicinarti ma ne ho troppe per allontanarti

E  mi sono ripiegata già da un po’ in formato tascabile sempre quasi invisibile e ascolto rumori che non mi piacciono

 

sono all’erta e non trovo il riposo o quel sonno tranquillo

sempre il nemico ti ascolta e invece vorrei essere altrove,

altrove nelle parole di Joumana donna araba e poeta

e semplicemente essere che sa e sente

 

Poi ci sono zombie e illusioni

Poi c’è la vita e gli abbracci che ti riscaldano quando non te lo aspetti

Fa freddo ultimamente, l’inverno, questo inverno è molto rigido

E le perdite dal muro non accennano a finire

 vorrei che tutto si sistemasse così come per magia

tutto avesse il suo posto e spazio ma se sei come fuori tempo e fuori campo non sembra la cosa più facile del mondo

 

I ricordi arrivano rapaci e li scaccio ma assalgono quando meno te lo aspetti,  basta un momento di distrazione o debolezza ecco gli uccelli di Hitchcock

Queste parole che non ti ho mai detto rimarranno conficcate da qualche parte lo so

 

e sono quasi l’uomo che non sono diventata completamente… che non voglio diventare e che mi salva ogni giorno da me stessa

sono la donna che non sono ora,

tutte le cose le persone che ero ieri sarò domani

e che creano discreano e ricreano me

 

 

So & non so

Non so se ora nel suo sguardo ci vedi un po’ di me

So aspettare  il lievito madre  mentre ricomincia ad alimentarsi

 

Non so se riesco a finire la partita o prima o poi, canto: ‘non gioco piu me ne vado’

So che al momento ho un’altra età ma  mi sento più giovane ora di allora

 

Non so cos’è questa sirena : da mesi suona sotto casa

So fare dolci crudisti soddisfacenti

 

Non so se finalmente riesco a fare spazio di lato, così far uscirentrare aria dal diaframma per sentire una voce cantata non collassata

So incuriosirmi di ogni bellezza stravagante e ordinaria

 

Non so se ogni tanto mi pensi o sorridi alle cose buffe che abbiamo fatto e pure a quei melodrammi che abbiamo vissuto

So trovare molti specchietti per le allodole lungo il mio percorso a cuore

 

Non so, se tu fossi nato, quale sorriso avresti avuto

So tollerare il mio rumore silenzioso

 

Non so il  nome  da darti perché mi sfuggi sempre e non voglio accendere candele al buio

So,  in fondo, posso smettere di fare l’allodola

 

Non so se riuscirò mai a suonare la mia musica con compagni di suono empatizzanti et corrispondenti

So  accettare di aspettare ancora,  questo non diminuisce attesa ma placa la fame.

 Non so se troverò mai quel mazzo di chiavi perse nella borsa

So che ogni tanto mi manchi pure se l’anima si è scorticata un po’

Non so mangiare interiora di qualsiasi animale, umano compreso

So di avere amiche persone le quali mi nutrono pure con quel poco di condivisione

 

Non so come sia possibile non vedere ogni tanto una farfallina ego della pasta a sfarfalleggiare sui nostri buoni alimenti propositi

So la precarietà è la corsa ad ostacoli dove poi nessuno vince medaglie

 

Non so se nella mia prossima buca delle lettere non troverò più bollette da pagare a caro prezzo

So che il mio potere è esserci con un corpo splendente e una testa meno belligerante

 

Quanto

non so e so…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le vacanzedistanze

Le vacanzedistanze

Si sale e si scende, comprate un giro di giostra

si parte e si torna

si arriva e si scende

si torna e si sale

o puo’ essere in tanti modi

siamo grotteschi visti da fuori

con i piedi frementi Km

anche

per dimenticare

per dimenticarci per un po’ di noi

e dei cuori sfranti

Ci ho provato pure io e sono salita e scesa

e poi salita e poi andata e poi tornata

non potrei andare senza pensare di tornare

è come: volo ma poi atterro e mi ri.prendo.

Poi c’è chi in cielo ti intercetta e gli piacciono i tuoi colori, di piume- ne vorrebbe trattenere qualcuna per sé-

ma non ci riesce allora cerca di bruciarti le ali,

niente da fare, impulso a volare è troppo forte,

nonostante sua stizza e sostanza marrone che desidera lanciarti addosso,

tu rimani iridescente e trovi la forza,

nel viaggio cura il ritorno e le mancanze

e quelle distanze anestetico con odore (dolore) persistente.

“Andate, venite

a comprare un giro di giostra!!

Anzi no, questo giro è gratis.”

Medusa e Io sorridenti

Tempo di pioggia, aspetto fioritura di tulipano per primavera imminente,  poi mi siedo a quel caffè grazioso sotto a una pergola sempre verde, sorseggio un caffè d’orzo buono, riparata dai vetri  per vedere la vita che scorre fuori. Arriva lei, sempre luminosa e affascinante,  me ne  ero dimenticata! Circa 20 anni fà ci eravamo trovate su pagine  bianche pronte per scritture di tesi e donne indiane. Oggi  arriva e mi dice: “Aspettavo te”

Si siede e mi parla e io ricordo, comincio a ricordare tutto quello che ho  anestetizzato in tanto tempo.

Donna mostro perche resiste alla morte se segue desiderio

di cantare scrivere osare parlare

portare alla luce qualcosa di nuovo

 

And why don’t you write? Write! Writing is for you, you are for you; your body is yours, take it. I know why you haven’t written. (And why I didn’t write before the age of twenty-seven.) Because writing is at once too high, too great for you, it’s reserved for the great-that is, for “great men”; and it’s “silly.” Besides, you’ve written a little, but in secret. And it wasn’t good, because it was in secret, and because you punished yourself for writing, because you didn’t go all the way; or because you wrote, irresistibly, as when we would masturbate in secret, not to go further, but to attenuate the tension a bit, just enough to take the edge off. And then as soon as we come, we go and make ourselves feel guilty-so as to be forgiven; or to forget, to bury it until the next time. Write, let no one hold you back, let nothing stop you: not man; not the imbecilic capitalist machinery, in which publishing houses are the crafty, obsequious relayers of imperatives handed down by an economy that works against us and off our backs; and not yourself

 

E la forza,  bellezza donna  che ha realmente potere ma lo ha dimenticato perchè iniziato a odiarsi

e poi in fondo nulla manca, scrivi pelle, scrivi neritudine che ti incorona

e sii donna serpente che solo una cultura repressiva  indo ariana poteva soffocarti

Il matrilineare ridotto a piegare la testa e il cuore

appresso a imbecilli cocainomani o lobotomizzati  pseudo new age o ancor peggio impotenti violenti.

Quando noi ci inspiriamo e ci espiriamo senza rimanere senza fiato, cara amica, ricorda, tu che ti odi e odi me,  sfuggi e non empatizzi con te,  troppo presa a difendere le ragioni  di un uomo  finito da un pezzo,  tu che lo giustifichi nel suo  male di vita così negando di esistere tu per prima (appresso a figli mariti compagni amanti giustifica capisci)

 

Allora scrivi  il tuo corpo  vene e pelle e microorganismi e osserva come circola il flusso sanguigno e ti fa sentire vita, perchè donna ombra sei stata, ombra di un altro ma non tua

e crea senza  figli o famiglia o status sociale o appartenenza geografica.

Crea  riproduciti in  vapore che tende all’arcobaleno

e prendi occasione per parlare

ma non copiare i suoi discorsi o  le sue mosse,

ne uscirai scontenta

 

Ritrova la danza del tuo corpo e dei tuoi piedi

senza contatto a terra

non sei nessuno,

ma sarai vittima di tutto.

 

Cara Helene Cixous, grazie.

 

AlBERO parte seconda

Dopo piu’ di  3600 giorni colomba, tornando dagli abissi, si posava su Albero, era tanto che non  ritornava là.

Lui,  sempre uguale – pero’ ne aveva viste di cose e ebbrezze nuove- (nel frattempo si intratteneva con un esotico colibrì) pareva  solo un po’ piu’ incupito  ma continuava  a mostrare compiaciuto  certe sue belle foglie.

 

Strano, non chiedeva a colomba come lei avesse passato tutti quei tempi.

Lui raccontava di sè e solo  di sè e del fatto che non tutti riuscivano a rendersi conto di quanto belle fossero ancora le sue foglie.

Certo, colomba conveniva,   magari foglie cosi, lei, in tutto quel tempo, non ne aveva mai trovate, era un peccato quello spreco di bellezza non capita. Forse la melanconia  ostinata di albero, molto lampante (non era contento  ed era sempre  preso  da troppe cose per pensare di sentire  altro da sè e dalle sue radici), allontanava  il successo.

 

Colomba lo guardo’ tranquilla, sì, avrebbe voluto raccontargli dei deserti e delle foreste lussureggianti che aveva visitato, dei pericoli  che aveva corso e degli amici di volo che aveva ritrovato ogni tanto. E magari anche di quando  i ricordi tornavano. Ma lui, ormai ne era convinta, era sempre  troppo preso in basso e  in alto per interessarsi a vedere e ascoltare veramente chi avesse di fronte.

Colomba- lieve comunque-  mostro’ la sua serena felicità nel sapere che in fondo-nonostante l’immobilità-  le radici  di Albero non sembrassero apparentemente cosi marce.

 

Albero, invece era sempre là congelato e impaurito: tutti quei giorni e notti non potevano cambiarlo, lui  non l’avrebbe  permesso.

10 dicembre 2013

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