ti

TI ritrovai nella bellezza di abbracci e contatti di carnemateria

ma non avevo fiato da respirare.

ti aspettavo nella presenza della forza

ma non riuscivo a credere reale.

dimenticavo anelli di latta

e abbagliata trovavo un cerchietto d’oro,

luminoso e perfetto

ma cadendomi nel fango

non era più riconoscibile,

di sicuro puzzava come il mio macerato d’ortica che attira insetti da ogni dove

non voglio larve di coccinelle per preservare la salute  combatti afidi

rischio i probabili parassiti

mi dici di tenere a bada la mente

chi ci bada ormai

quelle storie che mi hai raccontate le conosco già.

effetto domino

 

 

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Così ennesima tessera di domino, avevo scritto

 

In quel momento in varie case si compiva la stessa azione.

Si buttava il vecchio di polvere carta scritte plastiche spiegazioni appunti istruzioni

per fare spazio ad altro

ma quell’altro era sempre altro vecchio che si trasportava di casa in casa

eredità si chiamava.

Eppure tutti compivano il loro dovere del fare altro spazio

 

E, nel mentre, affioravano  ritrovamenti sorprendenti sconosciuti o dimenticati. Per lo più era come entrare nella macchina del tempo e farci un giro di giostra impazzito, come ascensore che se si blocca dopo il premere l’alt poi scende subito giù,

C’era stato un alt un semaforo rosso faceva male stare fermi ad aspettare

tutto faceva male

le mani la schiena e il cuore

si era fermato tutto per diversi anni e poi come al solito,spingendo la prima tessera, caduto un giro di domino

si continua a giocare

e se ne prepara un altro da allineare

per un

brivido di pochi secondi

liberazione delle posizioni e  si ricomincia.

 

Certo, ognuno aveva il suo bel daffare a liberare a scoprire e fare spazio

Io, di spazio non ne avevo più, me ne ero dimenticata di come mi mancasse aria accanto a te

Mi è sempre mancata quella fiducia del condividere spazio vicino

Con te con l’altro e anche con quell’altro, sempre la stessa roba.(Però a rivedervi in foto eravate tutti belli)

 

Poi ho riletto il diario di viaggio brasiliano, parole di bambino rifiutato poiché non avevi capito nulla del mio spazio e del no,

poi te lo avevo anche scritto

è la copertina che ho trovato di alcune poesie stampate che tu avevi preso dalla rete di sito di scrittura creativa (ah) chissà ti piacevano le mie poesie, mi avevi pure fatto la vera copertina con foto personalizzata

a questo fascicolo che è rimasto nelle mie mani

 

tra le mani eri tu

 

come tra le mani ci sono le nuove tessere del domino che lentamente e con pazienza ricomincerò a collocare ma non da sola. Dacci oggi il nostro domino quotidiano

 

Ognuno nella sua casa sta facendo spazio dopo la mancanza grande, fa spazio per altro, non sa bene cosa, ma si aspetta altro, di certo.

 

Così ennesima tessera di domino, avevo scritto