tana libera. mente!!

Quelle parole sono come questi uccellini sui rami, arrivati sfiniti a trovare clima accogliente dove qui è primavera. Sono comunque tante e tutte assieme fanno un gran frastuono, concitate e canterine oppure stridule e indispettite.

Tra i miei capelli e le strade rosse del sangue ne ho parecchie a visitarmi, quasi come sensazioni di sorpresa e umanità e si affacciano dentro curiose.

Arrivano anche con sottile intelligente bizzarra ironia di un bel film di Kaurismaki, quando mi rendo conto che in certi sguardi di chi ha perso tutto, poi in fondo, te non hai perso molto. Dimentichi dell’agio che viviamo nonostante il disagio, noi a perdere non ci saremo mai, pure se stiamo tra mancanze lutti e cuori sfranti.

Altri, la speranza o il coraggio di vivere lo hanno trovato o lo trovano in mesi e anni di violenze, soprusi e viaggi verso destini incerti, spesso di morte e separazione.

Ti svegli e in un attimo la tua vita è stravolta: perdi tutto o qualcosa molto vicino a tutto.

Allora cerchi riparo, ma ci sono molti, sì, dovrebbero appartenere alla famiglia umana, a non capire o meglio non sentire cosa accade nei cuori di loro simili.

E le parole sono muri.

Quindi tutto è permesso, qualunquismo dogmi finzioni e terrore per impressionare e coprire verità.

E io sento invece questa vita così unica

poi da non sprecare il nostro bene

e lo capisco pure quando guardo il cielo di nuvole e azzurro

dipinto in una sala d’attesa dalla luce spettrale di ospedale dove si cerca cura e possibilità di sopravvivere.

Nel tutto surreale aspetti il tuo numero e

dovrei perdonarvi il fatto di essere andati via

e che continuerete ad andare mentre noi rimaniamo qua

ma questa la nostra fragilità e solitudine

non + molto da fare se non

starci

restarci

in questa complessità, nel gioco a nascondino tanto già visto

restarci e non più affrontare la delusione se non si riesce a stare.

E’ vero la grande paura di non farcela, di non farcela ad amare, chi? Cosa?

Non saprei, infine direi che le fortificazioni di guerre che sono sempre inutili, potrebbero cadere e così via! Tana libera tutti, libera.mente correre fuori e celebrare e amarci e abbracciarci senza schemi o schermi di varie luminosità, sarebbe immediato senza filtri.

Io proverei, seguirei il ritmo di questo cuore, comincerei a danzare tempi in battere e levare con multidiversità, condividere il mio ecosistema ideale che alimenta di molta bellezza e poca aggressione spaventata,

alberi carichi di zagare e profumi e parole uccellini,

nonostante tutto sceglierei e amerei.

Davvero lo farei ma… ma con  un verbo con ali incerte, lo so, ancora al condizionale,  si sta sul ramo.

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inganni

Nello studio delle lingue sono interessanti  i falsi amici 

cioè assomigliano ma non sono

ad esempio parola

delusion

è  uguale  a pura illusione

che poi in fondo ci sta, rimani deluso.

 

Il popolo ormai  sente così,

infine insorge e cerca miglior vita,  morendo, 

sacrificando vita  per ottenerne di migliore 

guerre civili focolai interessi economici e avidità

siamo in guerra e lo  sappiamo

 

 

I diritti dove sono?

non so,   se ci rimangono i doveri soltanto,

 il rischio di  sentirsi delusi  è grande

 

Aggiungo, le relazioni tra esseri umani o quasi umani

self delusions come prassi quotidiana

 prima  e dopo i pasti

 sono  essenziali per il nostro mantenimento (intendo  i pasti)

mentre mistificanti esistenze dove non  capisci  nulla riguardo manipolazioni e giochi di potere,  direi di no,

ma non se ne fa a meno

 

e io vorrei andarmene,  come tanti sì per davvero, da queste cosette qua

e non mi basta il resto

ma non voglio  guerre

abbiamo gia scarificato i pa(e)ssaggi  abbastanza

e il corpo non dimentica 

cicatrici te lo ricordano

 

accarezzale troverai forse nuove energie

lontane anni luce da deluse illusioni e compagnia bella

 

 

(sta voce è tipo grillo di coscienza)

(e non sempre ci vado d’accordo)

(e quindi ripesco video Kitch d’epoca)

girasoli

Ebbene le energie smarrite fanno ammalare i piu’ deboli  lo vedo affacciata dalla mia finestra … I deboli che cadono malati   a terra, emarginati, vite ormai sperse con ricordi allucinati.

 Deboli, possiamo essere un po’ tutti, in varie fasi di vita, mi sembra  una guerra  quotidiana, siamo in guerra, pure se non portiamo armi.

Se la guerra si perde ci si ammala, ma di che cosa?

Di tutto di piu’ fra  ossessioni,   recriminazioni,  chiusure,  paure, sospetti,  partiti presi,  semplificazioni  idiote e così via.

Ci sono quelli che  in guerra vincono pure perdendo,

che cosa?

La vita in genere, non la dignità e certo le loro idee  sempre vittoriose sulle mafie di stati,  ma i  corpi no, il limite dell’umano disumano.

 Forse parte tutto da lì, dal desiderio di possedere quello che   male fa…e poi farne sistemi di vita che condizioneranno  persone città paesi e mondi interi.

La battaglia contro la testa che comanda guerre impossibili pure  quella sottolineata con evidenziatore dalle tinte shocking. 

 

E che se sono vere le violenze di giardinieri comunali che zelantemente strappano bellezza di fiori da terreni abbandonati alle erbacce, che con affetto,  facendo crescere girasoli, erano stati curati da persone di periferia romana, (da chi forse la guerra non la vorrebbe ma che ci si trova dentro), questo  è il conflitto.

Allora battersi per delle idee e per dei fatti facendo scudo contro chi intralcia con  energie sottratte.

E siamo tutti in guerra,

ma la testa  sempre verso il sole quando è il momento,

 poi anche nelle ombre troveremo le nostre forze.

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