freak show

non hai pagato il biglietto ma ci entri lo stesso

uomo tacchi a spillo e parole di ghiaccio prima apparizione da trickster

anche un ubriaco cronico di sguardi assassini  (punta un coltello capelli in fiamme vomitare senza amplesso)

e la cura di quel viso del passato ormai morto un volto che cucina aria fritta non ascolta con  cuore rosso intrappolato nella rabbia

pure  quello con voce suadente che medita a dieci cm dal suolo con le tasche cariche di bugie grosse come sassi o macigni, se ti prende di mira ti colpisce sicuro con parole fuori luogo o sorrisi  ballo in maschera

 

negli ultimi due giorni apparsi due  sconosciuti

il gigante e lo gnomo

mi salutano con abbraccio e poi prendono in ostaggio la mia mano imbarazzata  per secondi  attimi catturati  per trovare contatto o chissà quale linguaggio altro

E’ un segno

il secondo tempo del freak show comincia

venghino signori e signore

 

ci sarà ancora da ridere

il cuore rotola palla da biliardo

bisogna emozionarsi

lo spettacolo sta per cominciare

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il mio dilemma

Ebbene con certe gradazioni alcoliche i pensieri galleggiano ma non affondano, sembra più attutito il rumore, ma il cuore si sente sempre.

Il ritmo è quello, lo riconosci. Delirio -dici- io dico ricerca di senso di contatto, se sparisci non posso interpretare il tuo silenzio che come disinteresse o distrazione. Ma non è così, è tutto più articolato. Sparisci in preda ai sacri furori di terrore, dovessi sentire qualcosa? Eppure senti e lo sai quando mi prendi la mano e in quell’angolo ci baciamo, sembra momento casuale e distratto ma vorresti dirmi sottovoce parole in codici che solo io capisco. Parole di solo dolore e di uomo nero, io capisco e comprendo prendo con me e porto a casa. Sparisci e poi ricompari e poi sparisci vorresti ma non puoi, mandi segnali e i colombi non ti trovano per recapitare il mio messaggio di risposta.Vedo il Tevere scorrere lì dove c’è movimento di rapide e così la vita scorre, non si ferma in nessun posto, questa vita mia così è, nessuna certezza, solo precari movimenti di onde di artificio e di fuochi che esplodono quando meno te lo aspetti.

Il gioco; non ti penso non ti chiamo prima o poi uscirai dal mio corpo, intruso di senso e parole e sguardo di cui non si sa dove è il trucco. Coda di paja pensi che la disattenzione ti punirà, forse ti ha già punito: quella che infliggi agli altri è quella che hai subito. Il ragazzino al mare mi è piaciuto e non so perché c’è questo familiare se mi avvicino al tuo viso e dici che ti piace come ti abbraccio. Confessioni di un nottambulo, poi tutto dimenticato.

Sembra ci sia e poi non è e non c’è corpo non c’è presenza oppure ce ne è troppa.

Dilemma del credere.

inquietamente penso a questo  video e questa musica  con spessore  ascoltare le parole:

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