Aprire la porta

Del sogno antico che facevo, dell’invasione fuori dalla porta di casa, quando cercavo di chiudere a più mandate e non riuscivo a contrastare il pericolo, quando una volta aprivo e avevo in mano uno specchio per annullare quella magia cattiva.

Oggi di nuovo quel sogno, ma stavolta apro la porta, anche se insidia vuole passare da sotto, allora apro e lo incontro, lo vedo e nonostante tutto, lo bacio quasi a sorpresa. Non mi piace quel bacio, ci sono troppi denti, forse troppe parole.

L’insidia è presente intorno a noi dove si sceglie il non Amore, il non esserci, il giudizio, la mancanza di empatia, la critica, lo stare male a tutti i costi mostrando il dolore come trofeo narcisista, quando è fingere e quindi stimolare certe pratiche conosciute e anche perfezionate in modo certosino, con precisione e dovizia di particolari.
Oppure chissà capire che gli eterni ritorni, apri la porta, sono spesso insidie e che l’amore dovrebbe essere…anzi senza doveri scolastici, potrebbe, vorrebbe esserci nell’intimità, nella presenza, non sesso affrettato carico di bugie, definizioni di finzione (non quel gioco che si faceva da piccoli accendi e spegni la luce in continuazione).

Aprire la porta, accogliere chi è lì e vuol entrare e rimanere senza sapore di cibi che scadono presto.

La musica rimane e m’insegna come la bellezza del creare ricrearsi: ecco io anche così, un amore di coraggio che non si occupi di sparizioni apparizioni di un certo circo crudele freaks show che vediamo pure troppo spesso.

Voglio io-tu-noi rimanessimo senza recinti di paure e di parole spente di senso e sentimenti. Senza porte, (con prigioni e prigionieri) attraverso le quali infilarsi rubando vita.

io,comunque, apro la porta.

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Ferite

Mostri strumenti di chirurgia appuntita che taglia

Mostri ferite non sono mostri eh! io penso allora che ti mostri a me mi piace pensarlo forse affinché io possa andare o rimanere scappare o osservare placida

Ferite e cicatrici di dolore antico io penso a quello inferto da mia madre, un vetro coccio appuntito nella busta immondizia che io porto a buttare mi entra nel polpaccio in modo profondo mia madre indirettamente responsabile e non fanno niente mi avessero portato all’ ospedale per chiudere lo squarcio la ferita sarebbe stata minima forse minimizzano per non sentirsi in colpa niente punti io immobile sul divano la ferita rimarrà un triangolo sul polpaccio ci metterà tantissimo a chiudersi.

Cado due volte, in due momenti/ luoghi diversi, ma nello stesso modo cioè inciampo sul gradino inoltre accade mentre penso all’ex tossico e bugiardo, vera rivelazione di doppia personalità, penso a lui e cado fa male sembra sbucciatura di ginocchio io che ero così orgogliosa di non farmi mai male da piccola( a differenza dei coetanei che cadevano scorticando ginocchia ogni giorno), ora avrò cicatrice chiaramacchia su ginocchio sinistro…
Ultima ferita altro ginocchio ma cado sul marciapiede su radice di albero il segno ancora con me

Nonostante estate mite di viaggi belli e intensi sto bene

nonostante lo stare male manchi sempre un po’

come mia madre che non sa ricevere regali o ringraziare piacere messo a distanza

allora qualcuno si taglia placa tutto ansia dolore mondo chiuso senza speranza e io?

Io sono un raggio di sole che sale sul muro bianco non voglio sangue a graffiti vorrei piume porporine e seta e nuvola, oltre i segni le ferite per non sentire dolore,oltre il non detto di chi non sa amare e ti riaggancia con pretesti vacui irreali

Mostri ferite compiacendoti della tua natura sempre criceto stai

Come noi che ci guardiamo le ferite per ricordare altro.

Desider.io

Ho sognato di battezzare diversi uomini con colla Uhu…

in questo caldo agostano di brevi viaggi e partenze/ritorni con pelle più scura

non particolari stupori amorosi se non squallido nano che si ripresenta nella solitudine contraffatta alla ricerca di piacere senza apparente amore o quello che finge vita spirituale, mente, sfrutta e poi sfugge al sentire.

stanchezza e umiliazione latente.

Diverse voci immagini senza materia che attirano in vita di pseudo affetto senza corpo reale(ma assai immaginato)

Fantasie di arte dell’ incontro che non incontra, insomma ordinaria amministrazione.

Dici di scrivere un taccuino dei desideri, ogni giorno che siano di tutti i colori diritti storti e perversi spaziare il limite sessuato

osare

desiderare

altro altri

Faccio male, penso agli opportunisti che sia opportunità per allontanare i pazzi e gli stronzi

E non riesco benissimo.

Anche tu dici di esserlo, ne riparleremo ribadisci

Io desidero anche la banalità se vuoi

Senza calessi

apparente.mente

non so se mente l’apparenza

so che appare una mente

solitaria e rabbiosa

in cortocircuito di socialità

cerca approdi  di irrealtà da schermo piatto

apparentemente incontro

con un gran bisogno di cambiamento

gente molto sola

a costruirsi le solite torri d’avorio

comunque tante finzioni e parole messe lì

insoddisfatti della creazione senz’ azione

mai verso una comunicazione

in comune non so cosa abbiamo da dire

la finzione, il gioco di prestigio del coniglio narcisetto

che appare  e scompare nel cappello del mago

amore dove sei?

sei nel traffico di cuore dolore?

apparentemente sì.

Fata.morgana

#1Dici ti piace il suono di questa parola e mi saluti così, fitta intensità epistolare e tanto dici infine non ci vedremo mai no?

No, non amo molto l’immagine del miraggio ma è così, vi ritrovo a fare girotondo e poi tutti giù per terra e io non dò la mano più a nessuno. Scomparsi, mai esistiti, nonostante le parole & gesti di confessione e vicinanza. Altri più grandi interessi interessati, tante possibilità incerte.

Mi brontola la pancia forse vuole declamare Orlando Furioso,

#2intanto dò consigli di cuore a amico leggermente completamente andato per altre tangenti di delirio, un tempo miraggio ex conquista di pochi giorni e ora confidenza a tratti improbabile.

#3Poi tu che mi stai negli occhi pure se non vuoi più parlare, dato che il tempo per stare avec moi oltre mogli cani bambini giardini Ferrari ristoranti non avevi, tu già un vampiro de noantri pare.

#4In queste rocambolesche gesta ricompare the dwarf mi vuoi restituire dei libri pure chiedendomi se sono ancora alterata con te dopo il pasticciaccio brutto, ah lo capirò se rivedendoti ti metterò le mani al collo stringendole troppo.

#5Te dici ormai sei fidanzato ma si comunica noi con parole che contengono desiderio.

#6Non rispondi a msg di wup nonostante la complicità che si ripete a cadenza biennale poi fai il morto a galla desisto nessuno voleva qualcosa da te.

#7.8.9.10 Costruisci case navighi barche ti fai frustare scrivi libretti etc etc

E io sono pacifica eh eppure in questi spicchi di arancia blu radioattiva ne avrei altri di miraggi, lune rosse eclissate nell’ illusione di forze telluriche a noi s.conosciute.

In conclusione, sul piatto d’argento o silver le mie fate Morgana sfaccettate, cercando acqua nel deserto

si risolvono

in queste pietre varie impensabili

dal tempo di acqua decorate

stra,colmi

i miei passi tanti, di questi giorni perdermi nel labirinto e ritrovare la via

a Venezia lì

io ritorno puntualmente ogni anno sempre nello stesso posto

sempre a nutrirmi di arte e pensieri buoni

ma ogni anno è diverso, sono diversa io

ora in compagnia di vampate e insonnie d’età

e pensieri che si danno nuovi spazi, incontrano certe storie di vita

e ascoltano altre parole di altri visi

questo scritto (estratto di un libro che non riuscirò a trovare) è di un architetto serbo, passaggio emblematico per me, tutto vicino alla mia vita di questi tempi

solitudine nella moltitudine

e scelte di provare a stare lontana da chi e coloro praticanti psicopatologia a go go

per me rifiuto ricevuto

allora rifletto mi fletto in posizione oscena in ripetizione

lo so attiro anche questo che la bellezza possa essere maledizione

allora la diversità quella mi appartiene

stracolmi da queste informazioni e notizie del disumano attuale

loro lui noi

non abbiamo tempo per stare per amare o farci amare

tante scuse o alibi o masochismo estetico

della scelta di ciò che ci accontenta perchè non ci sceglie

nessun tempo per udire e (in)contro chi ascolta poco

per comporre creazione d’interesse e non passa-tem(p)o noioso

ricevere il gioco dei mimi pscicotici e

a nostra volta replicarlo nel riflesso freak show infinito di specchi

qual’è l’immagine originale?

lavorerò del bisogno e del cuore prossimi giorni che mi possa aiutare a dipanare la matassa mitica

del solito labirinto senza uscite secondarie.

(ho ancora ammazza mosche che mi regalasti nel nostro gruppo di energia bio proprio per quei moscerini potrei sempre usarlo)

Ultima.mente

Ultimamente ci penso sovente.

Ci sono persone le quali oltre che a ospitare nel.sul proprio corpo, batteri, cellule, acari, microrganismi di vario tipo, ospitano pure i demoni del non amore…

Ultimamente non è difficile scovarli: vivono di bugie, asini in cielo, tifoserie di un ego spaventato ed hooligan, lamenti o dolori o sofferenze autoimposte che, guarda caso, impongono pure agli altri

Il sadico e il masochismo di un BDSM non dichiarato, latente forse.

Non so se con loro si può negoziare

Io spesso tento

Ascolto

Osservo

Condivido empatizzo

Ma se non presto attenzione poi il demone straborda e mi lascia le impronte di fango sul mio pavimento appena lavato.

E ricomincio da capo che noia

Perché poi voglio pure bene a chi non può farne a meno di questi ospiti invadenti e zotici.

Ma ovviamente divento intransigente e me ne vado e gli porto via le chiavi per entrare.

Quelli che sul mio corpo ospito io di demoni, lo sanno che da me non c’è terreno facile, allora solidarizzano con quelli degli altri, so bambini crudeli che si può fare? oltre il risentito e l’ offeso, quello arrabbiato e spaventato, quello non ascoltato e amato, che si può fare se batte i piedi a terra e fa i capricci? Perché, anche indifferenza/intransigenza apparente del demone rivela il suo modus operandi. E’ molto seccato con il resto dell’ umanità e sceglie di non amare.

I demoni ti fanno sentire invisibile insignificante inutile dipendente irrisolto, di facile sostituzione se hai un pezzo leggermente difettoso.

Non ho soluzioni per evitarli.

Ultimamente continuo a pulire a terra (pure imprecando, ovvio, nella ripetizione dell’ atto).

Chissà…arriveranno rinforzi con mocio e secchio nuovo.

Forse non arriveranno.

Ultimamente va così.

Distinti Saluti ai demoni.

In balia di un (a)mare

in balia di onde di un mare che toglie e dà senza sapere, futuro incerto di vita appesa ad un filo

Funamboli sempre precari

Guaine di ferro per le tre scimmie che non vedono non parlano non ascoltano

Riflessi macro di quello che è micro

Poca presenza a continuare, responsabilità presenza,

amore concederselo se possibile invece di rispettare saghe familiari di non essere e non vedere essere altri per poco tempo da vivere,

essere ignorantemente spaventati

Sotto.sopra

Sotto all’impalcatura aspetto per entrare

Sopra all’ impalcatura, musica balcanica, là si lavora a ritmo.

Me. Sottosopra come quel barattolo di visciole al sole.

Profumo di pane non più mangiato.

Profumo di buono, di alcuni odori familiari persi.

Tante ricompense tanti distacchi.

Amore dove tu sia non mi è dato saperlo.

Credo di trovarti sempre in quel riflesso acquatico, smuovi qualcosa e poi non c’è più Narciso.
Allora in solitudine aspetto il prossimo gioco di luci per fotografare ninfee vietnamite all’alba

Mi nutro di questi momenti haiku della vita mia.

È già qualcosa, è già molto.

No giudizi o opinioni non richieste, bugie, assenze di presenza perché invece negli haiku di viaggio, stupore e bellezza c’è ( mancano anche i cani e gatti aizzati dagli avvoltoi)

stare sotto. sopra le ombre al lavoro, stare sopra. sotto inutile comunicazione di un virtuale di apparenze vincente

E io cosa aspetto per arrivare dall’ altra parte?

Ci provo e riprovo non sempre riesco ad attraversare questo fiume, mi manchi e non so dove tu sia a nuotare ora,

insieme ora non c’è, anche questo ‘stare assieme’ ennesima insidia di un gioco spazio tempo al limite della sopportazione.

Possesso e non possesso lasciare andare perdere

riconquistare vanità desiderante

sottosopra come un barattolo di visciole al sole.

Essere generosi di tempo e amore

A questo pensiero approdo pure se vado controcorrente

Io e i barattoli di visciole rosse sottosopra

La musica libertà

Trovatevi uno strumento, fate musica d’insieme* in una banda raminga

suonate sui palchi che vivere offre

Non sempre il suono è ottimale,

C’È da provare e riprovare

non ci si sente,

concentrata per non sbagliare, perdersi qualche nota per strada e poi recuperarla,

State in compagnia e espressione

Condividete pensieri o risate e abbracci sonori

Magari

Dimenticando per attimi sorpresa alcuni luoghi e persone del niente che incontrate in ascensore quotidianamente

La musica libertà

Forlimpopoli 2-6-18