gra gra gra

Sono finita nel pozzo. Le rane mi fanno compagnia e mi guidano con la loro saggezza di luogo ristretto. Ammiro la luna ma loro: “Gragragra non è la luna ma il suo riflesso nel pozzo!!

E che ne so io? Quello che vedo mi pare reale, invece è solo riflesso. Sono mesi ormai che va così, appari e scompari credo e non credo e poi il solito pugno di mosche che le rane divorano in un battibaleno.

Perchè? Mi domando io…perchè le padelle e poi le braci ? Ho pure rischiato di mandare a fuoco la casa con un coccio di ceci a cottura lenta di dodici ore.

Mentre sto nel pozzo rifletto, non so,  sono presa dalle preoccupazioni, alla luna non arrivo alla vita su altri pianeti alla morte su questa terra bellicosa che non capisco perché non credo alle soluzioni facili di padroni creatori. Allora che senso ha tutto questo? e poi prendi e togli e poi aggiungi e sottrai e moltiplichi e inevitabilmente dividi.

La morte ti sfiora, mi ama non mi ama poi becca qualcuno vicino a te o remotamente connesso a te per sangue o affinità, così per tutti.

Di questa rinascita, attesa, sto nel pozzo e non posso neanche fare musica ma canto a squarciagola discanto di rane, pure se gli intervalli non li becco i minori e i maggiori modi che confondo come il bene dal male la verità dalla menzogna la tristezza dalla gioia.

Dicasi tutto sia collegato e penso ai distacchi e le rane se la ridono ancora masticando le mie mosche.

Gragragra la luna è lassù tu vuoi afferrala quaggiù, sciocca sei!!”

Eppure io mi sono messa nella possibilità di credergli pure se impostore fuggitivo wanted di amore non amore parole e poche azioni.

Ma tu sei andata fin giù la collina e sei caduta almeno due volte hai ripetuto il tutto e il brivido della corsa gravità in discesa ti ha preso e ora sei nel pozzo con noi rane che ormai ci siamo abituate questa è casa nostra ahahah”.

Ma non è la tua! -aggiunge la rana anziana-tu abiti i cieli, ancora non lo sai, quando li fotografi con gli occhi ti riempiono di quella strana incosciente felicità e basta vedere le cime degli alberi illuminate e ti basta così. Ora qui è scuro, sei finita nel pozzo, ti tocca starci e sentire il nostro concerto rumoroso. Non ti puoi riposare, se vuoi afferrare la luna ci devi riprovare e riprovare e sbucciare ancora le ginocchia.

Veramente, io, care rane, non ne ho molta voglia di ripetermi”.

Già non sei la sola- in coro gracidano le rane- molti mollano si stufano e non ci riprovano.

La notte è lunga, oscura. La luna tonda lassù ha il suo fascino, così tonda e gialla e io vorrei toccarla riesco però solo a vedere l’ immagine riflessa. Quanto mi sembra bella! Accattivante seduttiva, ma è solo ombra e io non posso piu seguire ombre.

Domani mi vorrei svegliare da questo sonno agitato e trovarti lì accanto a sorridermi e prendermi tra le braccia dicendomi: “non ti preoccupare è stato solo un brutto sogno. Ora sei finalmente sveglia e con me.”

Cara luna ti scrivo dal mio pozzo, me lo esaudirai il desiderio di andare oltre il non c’è due senza tre, bypassare dalle padelle alle braci?

Qui è ancora odore di bruciato,

le penne delle ali si sono ferite,

sembra una morte rivivere i ricordi con te ma in a manner of speaking i silenzi valgono più delle parole, i tuoi sono la testimonianza dell’ illusione opalescente

avvolta da bagliori lunari ipnotizzanti

ma non ci sei

solo presenze amiche che si materializzano quando meno me lo aspetto…. E non aspetto

gra gra gra

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: