pane

C’è da fare sempre in queste ore piccole, le mie mani impastano e infornano e attendono. Certo, sono mani grosse da uomo, non bellissime, ma  volendo anche lisce e delicate e di pane ne lavorano tanto, ogni notte indaffarate, per tante notti. Però spesso mi capitano dei momenti come questo dove mi siedo e penso. Mi conforta e mi fa compagnia l’odore familiare di cose buone in forno, eppure… sono inquieto.

Perchè tutto va in questo modo? Perchè mi ritrovo con queste donne che mi perdono per strada? Ho capito, forse andiamo in direzioni diverse, anche se loro mi agganciano nella stessa maniera, uno sguardo, una parola, interessi in comune. Poi, la solita storia: o sono delle schizofreniche o sono affette da disturbo narcisista compulsivo; mi attraggono e mi respingono, mi vogliono e mi allontanano. Io faccio la molla dei loro desideri virtuali e infine non si arriva mai fino in fondo, chissà perché.

Così non ci capisco più niente, in realtà ho un cuore semplice io, io, vorrei amarle, ma loro, no, sfuggono e giocano di parole spesso crudeli.

Quest’ultima, sempre indaffarata, piena di imprevisti ed impegni, però il tempo per scrivermi miliardi di messaggi professanti passione lo ha… se poi le dico di rivederci mi frega sempre, mi dà buca e mi scappa via. Certo è pur vero che io lavoro di notte e incontrarci non è facile, però pure lei… va in direzione diversa (guai a dirglielo eh! dice che io sono in torto e non ho capito nulla).

Mi sa le cose stiano così: io vado in direzione del cuore e loro no, mi vorrebbero tanto assomigliassi a quello che mi mostrano, ma non posso, io cerco sempre in direzione ostinata e contraria.

Questo vuol dire stare così da solo tutte le notti a fare il pane e tutto il giorno a inseguire chimere. Poi, arrabbiarmi per i raggiri di queste signorine superficiali, e infine, ritornare immancabilmente al lavoro di grani e farine antiche.

Certo, devo smetterla, posso trovare una bussola che mi porti dove sta il cuore

quello vero

il mio

che vive e scandisce la vita

con tutto quello che ha davanti

senza prede-predatori

bugie e incanti da sirene.

E’ l’alba, Enzo ha finito con il suo pane & impasti e cotture. Può andare a casa prendendo una direzione che non pesa, seguendo le mani che fanno vita e i piedi che danzano realtà.

Enzo è infine felice, il suo cuore si alleggerisce se non si sus.seguono queste storie bugiarde di sentire.

Io, oggi, ho assaggiato il suo pane e nei suoi occhi ho letto questa storia.

A lui auguro di trovare amore vero…

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