le parole del silenzio

Non è letteratura non è storia non è scienza
È frammento e poi che lingua è?

Mi faccio spesso troppe domande, sarà per questo che io non sia una facile, anche se esteticamente appetibile, scelta per molti?
L’automatismo della scrittura, le schegge di pensieri frantumati fanno male oppure rimessi assieme con l’oro diventano preziosi oggetti soggetti di volere.

Ho incontrato una matura donna giovane di nome Lea e con altre donne preziose, già il genere donna esiste, ci siamo messe ad ascoltare e fare scrivere esperienza
e ho preso appunti vitali come razioni d’ acqua nel deserto
e mi sono sentita ravvivata, viva di nuovo.

Cosa mi dà la vita è la musica e la scrittura
eh già pure il suono e la voce e gli intervalli di melodia consonante o dissonante,
va bene anche la settima attratta verso l’ottava, come un magnete deve poggiarsi là.

Così ho scelto un frammento di altro frammento e l’ho riscritto sai la penna e la carta? Esistono, eccome se ci sono e poi… di esperienza evocata, l’ho riscritto.
Avete mai provato a riscrivere i frammenti dei vostri ricordi?
Avete mai provato a riscrivere le esperienze e quei volti e le cose andate a male e le loro facce storte e gli arroganti e spaventati e i vanito®si e quelli che si nascondono
che siamo tutti travestiti da altro.

Ebbene la vetrinetta mi appare allo sguardo: sono diversi sempre con occhi nasi e bocche ma uguali in questa fuga di attrazione dove avvicinarsi e poi allontanarsi nello stesso momento, quindi ci si riconosce e così si tira avanti e oltre (uomini)

Oltre

Ma la fatica di una nuova nascita puù essere sorretta solo da un ‘incombenza terribile, quale è il sapere di avere subìto una morte che non ha spento né energie né affanni né desideri.
(prefazione di Lea Melandri a Il Piccolo principe cannibale F.Lefevre 1993)

Ebbene ti ri.scrivo storia che non esisti
perché non ho una lingua per disiscriverti
perché anche i pensieri sono dettati da maestri autorevoli dove io non ho spazio in fondo (sop)porto lo spazio di chi poco ne ha avuto per essere sé.
Perché rinasco e rimuoio senza punteggiatura
perché la tua morte è stata la mia vita
e perchè mi manca la tua vita imperfetta poco di affetto rivestita ma di mancanze zuppa come savoiardi che non mangio più.

Le forze e i desideri ci sono sempre ma arrivano a sprazzi come quelle nuvole di panna in cielo, così golose e forse troppo dannose, fa male desiderare qualcosa di bello? E saperci credere? E sentire il cuore nello stomaco che batte furioso?

Attorno ci sono troppe morti troppi inganni e uomini s.persi in storie senza senso (per mare e per terra e confini) ma vivendo alla giornata anche le nuvole vanno bene
tanto dura tutto così poco oltre gli affanni i tradimenti le delusioni le vacanze le case bianche e il pavimento di legno chiaro tanto nord europa
E’ urgente la nascita di una donna
Che sente e non
Che capisce e non
Che gioca e non
Che sospetta e aspetta
Una donna per il mio regno datemi! Anche le storie di Sherazade per non morire
mai.

(del frammento che si ripara con materiali preziosi mostra e non nascondi il danno è tesoro)

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