piume d’ore/o

 

Come al solito, in quel di maglianacity, si posano sui rami di platano, strabilianti esseri piumati parlanti…

Dalla mia finestra ci vuole poco a scoprirli tra le fronde.

Non mi resta che mettermi ad ascoltare.

 

-Ebbene perché io…e poi…io…e poi lui… e poi io…

-Sì ma ti volevo dire…

-E poi io qua e io là e non mi capite perché sono un genio e non ho mai tempo per fermarmi poi io sono il meglio e poi io & io frequento la Jet Society volante.

-Mmm capisco ma ti volevo raccontare, di me di questa cos…

-Dunque aspetta io e infine io e lui non ci arriva, mentre io sì e poi io di sù e io di giù

 

Poiché l’altro non sputa neanche per prendere fiato e lisciarsi le penne, il secondo uccellino non può parlare,  all’improvviso, persa la pazienza, spicca un salto e  vola via.

Mi viene da sorridere, chissà, si sarà stufato dell’egocentrico poco ascoltatore, assai parlatore,  pennuto ‘sono tutto io’.

 

 

-Viva Peter Pan ed eccomi qua!

Tutto verde con cappuccio d’ordinanza e piumette marroni a mò di arco inserito tra le ali, su un ramo più alto da solo sta, parla ad alta voce una cosetta verdina che distinguo appena.

-Sono l’eterno bambiuccellino, voglio giocare e non mi prendete sul serio che cinguetto un mucchio di balle ma tutti mi credono, perché in fondo faccio tenerezza no? Alle uccelline piaccio assai e ascoltano rapite le mie prodezze, per lo più inventate. Questa è la mia linea d’azione e non ho alcuna intenzione di cambiare colore, perché dovrei farmi crescere piume nuove?

Che cosetta graziosamente orripilante, verdina e immatura al punto giusto.

Accanto a lui, ma un po’ più in alto, c’è un uccello singolare con un anello al becco e la cresta raccolta in un codino.Sembra molto atletico fa posture in continua evoluzione, perfette, molto concentrato, troppo concentrato su di sé ma…ecco mi distraggo subito: è il gracchiare insistente di una cornacchia, ce l’ha con tutti gli uccellini del platano, conosciuti e sconosciuti. Noto, se la prende con quelli che vengono da lontano, non parlano la sua lingua, non sa per quali vie, ma sono arrivati qui a cercare clima più accogliente per la loro vita.

La cornacchia, non risparmia alcuno, è intollerante o direi meglio, impaurita da questi nuovi piumati. Non li vuole, le tolgono il posto e la visuale. Lei ha il diritto a stare su quell’albero, ha pagato un duro prezzo: perchè questi svolazzano dal nulla e la privano in fondo del suo solito punto di vista?

La cornacchia intende continuare a vedere solo quello che reputa familiare, il resto non vuol sapere e la terrorizza.

Così, infierisce e perde ogni traccia di uccellinità solidale (che dovrebbe avere).

 

Ora mi annoio, guardo verso sinistra, scorgo il cugino variopinto dell’uccello ‘sono tutto io’, si chiama Gastone e mi sa abbia tendenze vagamente megalomani, con poca propensione, come suo cugino d’altronde, a riconoscere la presenza degli altri. Ha una folla di piumati ad osservarlo in religioso silenzio C’è solo il suo dolore il suo stupore il suo continuo lamentarsi perché lo zio facoltoso non lo sceglie mai tra i suoi pupilli (nel volo che fa ogni giorno intorno alla cupola sita in quello stato straniero, proprio non mi viene il nome, infestato da strani umani nerovestiti). Non è tra i preferiti e si ritiene rifiutato, offeso nei suoi nobili sentimenti. In effetti si premura ad avercela con qualcuno, ora mi sa, tocchi allo zio negligente di attenzione ed è evidente che Gastone si compiaccia del suo narcisetto sentire ferito.

Lui vede solo sé e mica perde tempo a capire che c‘è dell’altro che luccica in lontananza. Sì il ramo è troppo lontano per lui.

 

Io però lo intravedo, un uccello dalle piume d’oro.

Pare sia l’unico a scoprirmi ascoltare queste scenette dei volanti.

Fa due o tre saltini e arriva sul mio davanzale.

Non so se può parlarmi o se io possa capirlo, è diverso da tutti gli altri, pare sinceramente premuroso, è il suo sguardo indagatore che scruta le pene dell’anima e infatti…

-Tu sei triste

-È vero uccellino lucente

-Lo so perché tu ti senti così, sta arrivando autunno e tu hai perso foglie importanti, non puoi raccoglierle da terra, ormai sono andate è la stagione.

-Non so cosa devo fare uccellino, pensa ieri ho trovato per terra un cuoricino di stoffa viola da mani bambine cucito e ora lo tengo appeso vicino a un gatto saggio

-Gatto? Beh tralasciamo argomento e ritorniamo a te. Vedi, il cuore è il sassolino di Hansel, le conosci un po’ di storie no?

-Sì, di sicuro ne ho fatte tante di storie, caro uccellino, conosco pure questa del perdersi senza sostegno e dell’abbandono che non perdona.

-Beh vedi quella è la strada di casa, il tuo sassolino lo hai se ti sei persa, prima indicazione è arrivata!

-Ne arriveranno altre? Mi sembra tutto e tutti senza senso, sai.

-Certo erano già là, non te ne sei accorta, stanno lì per essere scoperte da te. Scruta a terra e fatti aiutare dalla luce del cielo, anche le mie piume ti faranno luce quando splende il sole, quindi non temere, tutto andrà bene.

I tuoi sensi verranno ritrovati e avranno per lo più la forma del cuore, sii pronta a raccoglierli ed afferrarli.

-Pure se ho il mal di schiena e non posso più chinarmi per i pesi ammazza schiena?

-Sì certo, pure se sei divisa a metà, raccogli il segno che trovi, ti indica la strada, quella di casa.

-Grazie uccell…ma è già volato via, in un bagliore d’oro acceso, non lo trovo più, era un messaggero forse.

 

E sospiro, continuo ad osservare le fronde di magliana city con altro spirito e intenzioni

 

 

 

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