puntate precedenti

 

(Estate è: ripropongo puntate precedenti di tre mesi fa, non so se le ho mai proiettate qua.

Non che ora non ci siano altre parole ma c’è solita confusione il corpo dorme, aspetta di essere risvegliato, rabbia per troppe cose e

 

la signora con la falce è seduta su quel letto

e io vorrei muovermi   andare in vacanza lontano, venti ore di aereo via da qui, ma non si sfugge a quello che finisce.

Perché poi rinasce da qualche parte.

Mi devo ricordare se il prossimo anno non cedo, riprendere a ballare

E cantare la vita che ho)

 

UNA DONNA CHE AMA TROPPO

Una donna che ama troppo o troppo poco

Una donna che trova parole e storie e una donna che non le cerca e cerca una donna che non è più perchè sotto terra o sopra al cielo: un discorso di prospettiva.

Perché non ci sono salti temporali, come nella finzione dello schermo perchè il tempo passa inizia e finisce,

una donna invisibile nella rabbia che magnetizza

la femmina folle inappagata

del maschio che non vuole e

non può

capire.

Una donna mimetizzata aspetta o si scaglia contro il burrone con il fagotto del matto appeso alla spalla ma qualcosa morde sempre.

Trovato alcuni specchi così deformanti il brivido rimane sulla pelle e deve credere che ci sia speranza e vento di cambiamento

E legge parole di impotenza e risentimento

e irrealtà e finzione scenica

poi tutto finisce improvvisamente tutto crolla.

Sì la giostra riprende con altri passeggeri altri sorrisi o lacrime non ci volevo salire sulla giostra mai essere come gli altri

se tu potessi confortarmi ti vedo come fantasma

ora che ci sei ma non ci sei

e quando non ci sarai più davvero cosa vedrò?

Quello che è già mancato mancherà di più o smetterà di mancare?

Devi dare un senso questo il lavoro se pesti la terra, ma sei a rischio, sempre.

Apparentemente illusoriamente soli

in degli assoli drammatici o grotteschi

sempre secondo la prospettiva

perché dici l’amore? E la tua storia? Perché dai senso…domanda affermativa, bello il linguaggio del senso risvegliato ideale… chissà ma sentirlo   quel sorriso nella pancia che sembra vero e ti manca quando lo intravedi ti è sempre mancato.

Ma era un riflesso di specchio deformato. Eppure ti sembrava così vicino da sentire dal poter toccare con mano l’esistenza di quello che non si vede, obbedire alle leggi di amore che ruba- te. Ti ruba nel sorriso e nella commozione nella lacrima e nella rassegnazione dell’ascolto.potrebbero ritornare le stesse strade e le stesse indicazioni ma potresti sbagliare aver sbagliato strada e quello che ti dicono i cartelli sbagli non è te e la tua strada..non capiscono non ti fai fare capire

lavoro come il senso che non arriva.

Immagine del grande amore ricercato trovato e poi perso è così il destino tragico dei protagonisti…non funziona il lieto fine perché il fine non funziona

temi la femmina folle altrui le lettere aperte da altri la cattiva corrispondenza il dovuto non dovuto le parole di scudo che non cedono le armi davanti alla verità semplice e immediata.

Onesto grido dove siete? Che fine avete fatto? Vero delusi abbandonati senza reazione apparente il mondo si fa nero cadute e perdite e abusi

tempo di illusione la saggezza antica suggerisce.

 

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