Bluesette

 

La piccola Blue, seduta in cima a quell’albero, sta appollaiata sul ramo fiorito, sì perché è inverno, nevica, ma il pesco fiorisce nonostante tutto.

Dalla sua posizione privilegiata, lei, osserva e aspetta.

Di tutto passa là sotto, uomini e donne con carichi di carrelli e passeggini colmi di scarti, cose recuperate, rotte, usate, logore e no, appartenute, un tempo, ad altri uomini, ora dimentichi di molto.

 

Blue li vede affannarsi e anche a lei viene affanno e una grande fatica di vivere con i pesi di sempre, più quelli, che di famiglia, le fanno compagnia. Però il ramo nella sua bellezza non si spezza e lei rimane saldamente seduta lassù.

 

Scorge queste belle teste ingrigirsi, chissà cosa pensano e quando finiranno questo giro vorticoso di lascia e prendi, cura e tradisci.

 

Non capisce la rabbia Blue, quella che separa tutte queste teste dai loro cuori fiammeggianti, non sa, non percepisce novità, sembra sia la storia degli esseri umani non capire ma ripetere sempre le stesse formine di sabbia, con castelli che in un attimo il mare porta via.

 

Bluesette sei ancora piccola ma saggia. Un giorno scenderai dall’albero, toccherai terra ma non vi affonderai, certe sabbie mobili non ti appartengono, forse incrocerai il suo sguardo e, sapendo, vi verrà da ridere e correrete giù per la collina dove gli alberi fioriscono pure in inverno.


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