di leggerezza pesa

Rimando, poi mi tocca, il cassetto di sotto si è incastrato, devo svitare viti, togliere quello di sopra, sovraccarico, pare sfondato. Quindi  rovesciare tutto il contenuto: occhiali, telefonini, esami medici, scontrini fiscali, rimasugli  di feltro colorato, ventagli giappo, monete improbabili, quaderni di quando scrivevo a raffica per respirare, aghi e fili, forbici, la poesia di sandro penna di tenerezza detta, io in foto con  il dessert sul freddo bosforo, bottoni più o meno datati, disegni minimalisti  autoprodotti di 5 chakra superstiti, maschere da festa…

Riordinare e buttare impossibile e quella stizza: perchè tutta sta roba? perchè sta pesantezza? perchè il passato  si sopporta? perchè non  si può dimenticare e si continua a scappare il coniglio ha fretta ma non sa dove va.

Scappare senza trovare- sprecare risorse- casa non per sempre tagliare le verdure da soli non per sempre, aspettare gli operai in bagno  con la macchia da coprire ancora non per sempre

Insomma sono costretta a svuotare controllare cassetti. Ne ho diversi e sempre sovraccarichi come gli armadi di vestiti con il loro ordine  assai disordinato

come la mia vita sempre tra opposti e non mi stanco mai oppure sì

vorrei essere quella senza cassetti

vorrei essere capace di guardare oltre e trovarmi in compagnia non solo del mio sorriso

c’è sempre tanto da fare e poco tempo per finire quello che inizio a singhiozzi

c’è anche che non mi rappresenta  il cassetto o forse sì

le mie parole ci scivolo dentro o  ci gioco  a slalom, schivo le vere questioni o ci cado completamente dentro come un personaggio  delle comiche, tutto così grottesco di cassetti riempiti in questi anni di  amori così leggeri e pesanti di questi spazi così vuoti e densi di troppo

di me che non  mi cerco

quando il tempo per trovarsi  sarebbe già vicino

peccare di  questa leggerezza

pesantezza

me ne libero

facendo cerchi dove la terra fatica

( i bambini li riempiranno di natura, vedremo)

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3 thoughts on “di leggerezza pesa

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  1. Wow. I cassetti della nostra mente sono i più difficili da svuotare. Se posso permettermi un consiglio, non ci provare nemmeno. Un giorno te li ritroverai tutti lì, belli in ordine, uno sull’altro, stracolmi. E non proverai necessità di rovistarli poiché la tua anima, rimescolata e rovistata nel tempo, avrà provveduto a dargli quell’ordine che avresti sempre voluto. Bellissimo. Sono incantato. Grazie per aver condiviso con noi. Piero

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