basta

 
Ecco basta un attimo
E sei uomo sui binari della ferrovia e tutti urlano: chiamate qualcuno! Mentre lui biascica il suo delirio di poca vita
E sei il violinista rom, educato, che indica il posto libero sul bus
 E sei quella mano che accarezza un tucano tra gli arcobaleni di Iguazù e cascate spettacolari
 E sei dentro un quadro di impressionisti in vecchie cave francesi e la musica e i colori ti fanno camminare nelle ninfee che escono dal buio
 E sei sola ma sempre molto in compagnia
-questo non cambia mai-
Anche   quando i bambini salutano Konnichiwa nel trekking di passarelle a Nikko o le donne del mercato del Kerala sorridono e vanitose chiedono la foto solo per guardarsi nel piccolo specchio e sentirsi famose per un attimo
 
Ecco basta un attimo per ricordare e scordare
Per tirare avanti e non fermarsi dove ci sono trabbocchetti a forma di bambini che non riconoscono ortografia
 
Basta un attimo per non sentire invasione della banalità,
e spegnere la scatola piatta, non voler sapere.
Non volere sapere cosa stai facendo e a chi rivolgi il tuo sguardo ora
Basta un attimo ed è finita e poi…
 
Mi basterebbe solo un attimo
per smettere di farmi bastare gli attimi
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