vortici

 

Girano vorticose e veloci, nere e colorate a ricordare il serpente da incantare.

Un tempo, lo facevano gli uomini della tribù era incantare per poi vendere il veleno del serpente, mentre le donne conoscevano canti e balli.

Ora nel deserto sopravvivono, fanno spettacoli e acrobazie

eppure c’è la potenza della danza

dello sguardo che sa da dove è partito il viaggio

degli zingari nomadi a cercare altro

e perdersi per strade scoscese, piene di squallore e pericoli.

Dall’assurdo del deserto dove c’è colore e possibilità di vita.

Ho scelto da un po’ donne Kalbeliya come immagine di desktop e avatar della mia pagina virtuale che   ultimamente frequento. Sono anche sulla porta di casa.

Credo sia per ricordarmi la fierezza bella come farsi il nodo al fazzoletto

nonostante i  liquami  e i guinzagli

 

Sento le loro risate e le voci acute e piedi che pestano sonori sabbia e arido. I fianchi liquidi e le mani in alto che abbracciano aria, in volo quasi.

Sono loro a guidare, ora per me è così,

vorrei vorticare e diventare turbine che scompare in aria:

una vera forza della natura.

 

(prima o poi al Rajastan arrivo a vederle ballare)

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