L’uomo che abbraccia

henri-cartier-bresson-hyeres-france-1932-seville-spain-1944-wall-hole-children-playingL’uomo che abbraccia mi dice
meglio la paura alla rabbia
 
E io aspetto nella bolla
qualcosa accada e finisca la strada chiusa
dove si continua ad andare a sbattere,
battere tutto e tutti      i deliri di onnipotenza,
le fragilità da umani delegittimati
poveri cuori spersi a ricercarsi
e poca intimità barattata come figurine doppioni di
poco valore.
 
Arrivano i ricordi ospiti inattesi e non ti annunciano che passeranno ma
questo vuol dire che vivo ancora:
da domare il rumore delle ugole bambine
a cui fa male il cuore
‘in Filippine bambini camminano da soli ma la polizia è cattiva’
se chiedo dove gli fa male, lui risponde fa male il cuore
mentre spinge e butta a terra tutto quello con cui vorrebbe entrare in contatto.
 
Mi manchi nella mano bastone per trovare equilibrio
Non so se mi pensi, se tu davvero mi abbia solo
pensata pesata
e mai voluta evoluta
inutile arrivarci è spreco
 
L’uomo che abbraccia ti dico mi farai piangere
Lui dice meglio il dolore che la rabbia
 
Cerco nei banchi i sottaceti giusto prezzo qualità
Non è assurdo
Ma sono senza ri(s)poste verità.
 
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