Teatro delle Ombre

Sprazzi di sole

e poi io ritorno groviera di buchi neri, senza fondo pare.

 

Oggi, andando, pensavo: ma se questi buchi (mancanza dell’assenza) fossero riempiti con zolle di radici di piante di fiori, diventa  un giardino di profumi e colori

i buchi-insoddisfazione dolore morte accanto la perdita

l‘impotenza- sono voraci, lasciano cicatrici e crateri di fuochi con cenere ancora fremente, parassiti gramignosi

Sì invece ho scavato spazio per tante piantine che poi sono alberi un giorno, enormi come baobab  proteggono e sostengono

 

Riempire i buchi ma non facendo altri buchi questo il segreto

Che vuol dire essere giardiniere resilienti e operose sovversivamente

In solitudine di moltitudine

 

Cantando mie note di pancia e cuore

Per chi non ha capito la ‘mia’ musica

Fraintendendo manipolando il terreno

Ma si fà e rifà, dissoda e ricrea

E se pensi ai buchi, pensi pure alle piante

Che ridono con diaframma che ti fa star male

per compagnia di risate dementi ma confortanti.

Quando crescono gli alberi mi faranno ombra

Ma non staro’ piu nell’ombra, pensa tu, ci giochero’ invece

Con sapienza e maestria antica

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2 pensieri su “Teatro delle Ombre

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