non so forse nuvole

 

Mi ero dimenticata dell’ora legale

Sono giorni di sorprese e confusioni che mi nascondo dentro

ma forse neanche tanto.

Tante storie mi frullano in capo ma non riesco e mi fermo, immagini prepotenti e si fermano pure loro a semaforo rosso.

Vivere e morire: semplice, come semplice non è accettare, con testa pancia e cuore, la morte in avvicinamento di qualcuno che ti è vicino -per meglio dire- non ti è stato mai veramente vicino, ma che poi è il tuo stesso sangue e la tua musica in parte viene da lì

 

Vorresti dire(gli) tante cose, ma non hai parole per  dolore solitario come  gioco scegli: dire fare baciare lettera e testamento

Sono confusa perché c’è la fine, un giorno sarà pure mia ma per ora è di altro, forse dovrei trovare poi diversi colori per mio cielo di rondini in avvicinamento

è primavera

ma fa freddo

e piovono lacrime al sapore di ruggine

perchè anche antiche sono

 

So che ho/avro’ quelle immagini di ricordo flashback,

quelle figure che non sai neanche di conservarti dentro ma che usciranno allo scoperto per mettere a nudo le radici.

Radici non sempre perfette, un po putride opprimenti, ma sempre radici, in fondo sono così grazie a queste

e dovrei essere grata della mia pianta personale

di tutto questo tempo, cresciuta tra stagioni di luci e ombre.

 

Tutto quello che non ci siamo detti che non abbiamo potuto fare

Tutto quello che non si poteva ascoltare

Tutte quelle energie vitali perse a caso al vento

Insensato ma è così

Spreco e occasioni mancate

Vorrei dimenticarmi ma non posso

Ma è questa la recita, c’è chi sale su un palco affollato di personaggi e chi in solitaria fa compagnia ad Amleto.

Sarà una liberazione?

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3 thoughts on “non so forse nuvole

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  1. Sarà dolore.
    Dolore per il dolore sofferto.
    Dolore per le occasioni buttate, per le fatiche inutili, per le parole non dette e per quelle purtroppo dette, per l’attesa di, per il niente che ci si sente e che si sarà, per il dolore di non ricordarsi più del dolore.
    Sarà dolore, per fortuna, perché il dolore è vita, è sentimento, è coscienza, è l’unica scala in salita nella nostra inevitabile discesa.
    È il dolore a farci umani, non la forza e l’orgoglio.

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