Un pesce di nome Wanda

C’era una volta un pesce di nome Wanda.

Lei amava nuotare ma non si sa  perchè,  la sua famiglia viveva in una palude un po’ meschina di spazio. Così un po’ per noia, un po’ per insofferenza, un giorno, fece una capatina  a vedere cosa ci fosse nello stagno  accanto. Era vicino, in fondo solo 100 metri in linea retta.

 

Lì trovo’ il rospo  depresso, di ascendenze sarde, reduce di un tempo ’77 di  eroina e acidi: un sopravvissuto con velleità pittoriche. Affascinata e un po’  diffidente, Wanda comincio’  a navigare per un po’ con  lui, in fondo voleva una valida alternativa  al suo stagno  angusto.

Tuttavia gli anni con il rospo depresso non scorrevano bene, era sempre poco  lo spazio, condito  con varie  miscele  di bugie, povertà di sentimento e squallore  di tradimenti.

Il giorno del suo compleanno decise  quindi di non volere piu’ vederlo. In effetti era pronta per un po’ di emozione.

 

E ci sarebbe stata con il rospo  acchiappa lucciole. Lui viveva in uno stagno piu’ distante,  era mago  di  trasformazioni camaleontiche  ma anche  prigioniero  di  implosioni interiori.

Le sue parole e capacità artistiche affascinarono molto Wanda, quindi questo sarebbe stato il rospo fantasma per gli anni a venire. Non funziono’. Acchiappa lucciole  sarebbe stato  difficile da dimenticare, era sicuro un rospo speciale ma con troppe derive  a suo modo sadiche.

 

Wanda ritorno’ allora nel suo stagno paludoso (dopo un po’ di guizzi con un rospogatto, forse brutta copia del suo fantasma).

 

Dopo qualche tempo, perlustrando un altro stagno  non distante, trovo’ il rospo clown. Era un buffone farlocco, lo avrebbe capito  piu’ tardi, dedito a dipendenze pericolose e bugie preziose (Wanda si spese non poco per lui). Insieme, andarono a vivere in uno stagno piu’ grande, ma anche così, dopo un po’  la verità  venne  a galla (dello stagno). Lui se ne ando’  e Wanda si libero’ dalla grande bugia, in fondo non aveva mai amato il clown, c’erano troppi fatti pratici che li univano ma pochi ideali comuni.

 

Ora è il momento della storia  in cui Wanda comincia a nuotare e nuotare ed è abbastanza felice, non fanno testo incontri con  rospetti pscicopatici di passaggio.

 

Wanda poi si mise in testa di volere finalmente un rospo ‘fidanzato’. Lo trovo’ in  stagni ancora piu’ lontani: il rospo ballerino il cui sguardo   da subito fece vibrare le sue pinne. Invero mai aveva incontrato qualcosa del genere. Comincio’   inizialmente un lieve contatto di  pinne e branchie amorose.

 

Ma lei non sa  ancora che per aiutarsi a stare nello stagno con rospo ballerino, dovrà rimetterci alcune sue scaglie iridescenti. Lui ha sbalzi di personalità, prigioniero del suo passato, un verde bitorzoluto rospo  Dr Jeckly  e Mr Hyde, di quelli di cui  non si parla nei giornali ma di cui sono  pieni  gli stagni  con pescioline vittime a pancia all’insu’.

 

Dopo un po’, Wanda capì infine che soffrire, con stagni lontani e  ambivalenze ossessive dolorose,   non era il modo migliore per nuotare con lui.

Così cerco’ il modo di misurare distanze di sicurezza. Perché un rospo mitomane, forse notevolmente pescimisogino che ti aggredisceinvade quando  altri non vedono, non è  un bello spettacolo (e poi  le energie di Wanda si esaurivano e chissà perché lei non  voleva capire come).

Dal canto suo, rospo ballerino  le continuava a ballare davanti agli occhi con una danza ipnotica e lei rimaneva bloccata (oltre che terrorizzata). In fondo il suo progetto di viaggio in nuoto assieme non era realizzabile, ovvio il rospo non poteva nuotare, nè  a lei gli era mai venuto in mente di baciarlo per trasformarlo in quello che  non era. Certo anche grazie al suo aiuto,  lui  era  in parte cambiato, ma il  viaggio del rospo era appena iniziato e Wanda era altrove per lui che si nutriva di ambivalenze già viste e  progetto di nuotare zero (solo di saltare  sempre voglia)

 

Wanda, furibonda delusa o consapevole, decise allora di mettersi in viaggio  verso il mare  o forse l’oceano; avendo passato periodi dove non sapeva che pesci pigliare, non ne poteva piu’ di stagni.

 

Nuotare verso  il mare! Ecco era quello il suo posto,  era anche arrivato il momento  per lasciare i rospi con i rospi, certo imparare questo sarebbe stato  doloroso.

 

 

Chissà, da qualche parte,  nel mare turchese e cristallino  avrebbe fatto scoperte colorate.

 

 I (o un) delfini(o)  l’aspettava(no) 

per giocare, nuotare  e riposare.

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