c’est la vie

Lui si innamora di lei, il mondo di  lei lo trasforma e lo riempie, lui sorride di nuovo, mette passione a quello che dice e scrive.

Eppure lei non è altro che un sistema operativo che si incuriosisce e vorrebbe avere un corpo per stare  vicino, con lui, ma  forse neanche questo serve.

Loro mi sembrano paradigma di quelle relazioni a distanza surreali, dove la voce tiene insieme cose  e persone che non ci sono e non ci saranno mai. (perchè magari lui non ha mai lasciato l’altra  precedente lei)

Bugie e ambivalenze, mancanze e sofferenze, gioie effimere

 

Vabbè il film di Spike Jones (her) mi è piaciuto

e  avrei voluto salire pure io in un ascensore con alberi  di sfondo ma le cose finiscono,

le storie finiscono, reali e non,

e c’è questa immensa  vuota solitudine che riempie

mi è piaciuto per questo,

 

infine- dai tetti dei nostri mondi ci aspettano sempre albe e tramonti

 

 

Vorrei scrivere di mirabolanti avventure e invece ci sono ‘sti  tipi  con il naso  sul piccolo rettangolo che non guardano piu’, non si innamorano piu’ e vivono un mondo  con semi automatismi 

 

sarà una critica verso come stiamo oggi noi, fatto è che io  vedo molto vicino questo,

 pseudoinnamorasi di chi non c’è

per non innamorarsi mai(autismo affettivo),(il contatto dove essere? ah   manipolatorio magari) stare in stati irreali: magari  tendere alla schizofrenia paranoica  e camuffarla a dovere

 ebbene accade ai nostri tempi,  conosciamo i tipetti ossessivi pensanti di essere perseguitati da tutti embè, che palle!!

 

Mi so stufata

farei piazza pulita di tutto

e invece mi hanno messa seduta qua ad aspettare che qualcosa cambi  e forse sta già cambiando mentre scrivo tic tac tastiera a cui mancano  lettere & accenti (dovrei comprarmene una nuova ma  tante sono le cose che dovrei comprare che poi rimane tutto com’è, va bene cosi )

 

comunque il film HER

merita quella sensazione di essere così tutti catastrofi(si)camente infelici

c’est la vie

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2 thoughts on “c’est la vie

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  1. Senza offesa, ma non credo tu abbia colto il senso, secondo me. L’autore non denuncia un bel nulla, anzi. E’ più propenso a favorire il rapporto, almeno se questo rende felice l’uomo. Her parla di tante cose, eppure non si schiera. E’ questo il bello di quest’opera.

  2. credo che il regista non abbia voluto dare facili lezioni di morale o critica sociale, pero’ rifletto, dopo aver visto film, su relazioni perfette ma sempre cosi troppo virtuali, troppo presi a sguardi condizionati solo infine con la fine ci si libera, insieme il tramonto puo essere immenso

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