albero-parte prima

Questa voglia di andare via- pensava un vecchio albero dalle chiome grigie marroni.

Era sempre stato lì, facendo  magari viaggi di fantasia, abbracciando le occasionali colombe che gli si posavano tra i rami dalle foglie grigie verdi.

 Dentro al suo tronco c’erano tanti cerchi bambini di colori vari e parole libere.

Ma lui  era immobile, soffriva di varie tristezze mentre guardava i covoni di grano di quella pianura così piatta: solo macchine sfrecciargli accanto  ad alta velocità.

 Là,  sempre imprigionato da radici di parentela  anche un po’ marce.

Cercava un qualcosa che lo avrebbe reso libero.

Eh come l’aveva presa tra le sue braccia sorridenti l’ennesima colomba di passaggio, promessa di pensieri di leggerezza. Era stato momento breve o lungo non capiva, ma poi stessa questione, non poteva sopportare  di rimanere sempre così.

Sopravviveva tra le sue insofferenze,  però in fondo credeva di poter aiutare la sua ultima amica uccellina,   in realtà era lui quello bisognoso di aiuto.

Inevitabilmente così, alla  fine la spinse in giù verso gli abissi di altre terre.

Un giorno si avvicinò un pavone zoppicante.

 Oh che strano-pensò quando lo vide- Ora devo  proprio preoccuparmi di curargli la zampina cosi volerà (in realtà il pavone non era destinato a quello).

Per un po’ ridimenticò   i suoi pensieri di libertà.

 

Intanto la colomba viaggiò e trovò   morsi e sorrisi di gatto cheshire, un parco di pioggia e uomini ubriachi durante un concerto rock. Trovò la stanchezza delle ali umide di tutta quella pioggia  ininterotta, altre umiliazioni e entusiasmi,  ma nessun abbraccio di chiome a tratti arcobalenate.

Continuò a volare attraverso climi caldi e freddi. E vedeva tarante ballate e musiche esorcizzanti, stanchezze disperate e samba di una giornata…

Infine si fermò in  una un po’ stretta ma accogliente casetta nido: c’era posto solo per due.  Allora  pensò: doveva trovarsi un compagno con cui tubare,  era il tempo dei cambiamenti, la specie andava perpetuata. Così fu’.

Gli anni passarono e lei nutriva dubbi, sentiva  musiche lontane, si ricordò delle radici marcie dell’ albero inconsapevole e, avvistato il pericolo, con un colpo d’ali si rimise a volare.

 

Si dice, o lo dice l’albero che è ancora là,  che, dopo tutto, la colomba continuò così fino alla fine dei suoi giorni, il volo  solitario non fu mai interrotto. 

Tutto questo le portò rosse stelle marine e   quei sorrisi  di abbracci dai colori chiari,  

mai l’ immobilità che aveva tanto ferito il suo vecchio amico albero.

(10nov2003)
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