Sai se i morti ritornano a vivere?

Domanda trovata oggi, al posto delle solite bollette,  nella buca della posta .

Mi ci voleva perché poche ore prima ho visto un  documentario chiamato Act of Killing (non faccio piu’ uso di TV, indi consumo a piccole o grandi dosi  immagini in movimento scaricate in rete).

 

Mi ha catturato questo docu film, appunto qua  di morti si parla; gli attori principali sembrano  sopravvissuti, in malo modo, (tipo zombie) a una gioventu’ trascorsa a commettere efferati crimini (mai puniti o condannati). Torturare, togliere vite, magari con  scopi di estorsione- dei veri gangster di retaggio Far West americano. Questa vita  per loro ‘da uomini liberi ‘ è prigione  con tutte le rabbie dei fantasmi  che hanno creato.  Vero psicodramma, recitano se stessi e si raccontano  quasi creando un film nel film.

E’ un trucco del regista (forse anche lui  vuole parlare  ad altri sterminati fantasmi di sua conoscenza)   per arrivare alla  storia: dato che dei sopravvissuti indonesiani  non si riusciva a farne materiale filmato, ci ha messo un sacco di tempo ma piano piano è andato  dall’altra parte della vicenda: patetici rimasugli  di paramilitari che piu’ di 40 anni fà hanno aiutato Suharto a prendere il potere,  ammazzare in ogni dove e estorcere danaro dai cosi detti ‘comunisti’  quelli che a dir loro non volevano i film americani…  in verità molta gente comune che magari  non aveva particolari colpe. Insomma giochi di potere di varie fazioni dove poi  a farne le spese è  come al solito un popolo  fragile, deprivato e manipolato (i paramilitari credo continuino a fare  gli scagnozzi del governo attuale).

Ci si appassiona a vedere questo  film, solo in parte è una finzione surreale, i protagonisti si raccontano in cose agghiaccianti  che hanno veramente fatto, ricreando le scene dove tutto si inverte e l’aggressore diventa vittima. Certo qualcuno magari cerca di salvarsi in  extremis mostrando qualche strana scintilla di pentimento e questo terrore loro fa’ ancora piu pena.

Non so  se il copione  sia stato   ultra drammatizzato per esigenze di resa fiction, in fondo è una recita rappresentata, quindi realtà non è  100%  o forse sì pure troppa, tra le righe, nel suo  colore nero da  the horror, the horror  (molti che ci hanno lavorato qui rimangono anonimi)

 

Tante riflessioni interessanti e confuse in scatole cinesi –  a vedere film così, in un momento  di anestesia collettiva, di domande te ne fai.

La mia risposta riguardo la domanda sui  morti,  non  c’è, no, non credo che i morti  possano resuscitare, ma i loro fantasmi sì, li possiamo tenere in vita a nostro piacimento

ipocrisia  senso di inferiorità superficialità ambivalenza violenta shakerare bene.

 

Guardando il film  assonanze  con la storia dello stivale senza suola- la nostra ignoranza/ paura  della mafia  politica, ‘polizie’ varie, slot e armi-

ci  sono

 

ma tutto scorre nel fiume, sotto, i cadaveri  della democrazia o umanità, sono  ben in  profondità, non riaffiorano  o quando meno te lo aspetti forse sì.

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