SOLO nomi appunto

 VITTORIA  CHIARA  AURORA  GIOIA SERENA

 

Vittoria, 50 anni passati da un po’,  2 figli trentenni ormai già sistemati, marito assente da  super lavoro. Di corporatura è rotondetta, pensa di farcela, quel peso mai perso dopo le gravidanze la aiuta a tenere duro. E piu’ a terra va, meno nella testa crede di rimanere. Lei porta con sè tutto, – come lumaca persistente non molla la casa. Non deve riflettere e rimuginare troppo, così è  riuscita ad  arrivare sempre prima a fare tutto. D’altronde pensa sempre a tutto – senza di  lei che farebbero gli altri?  Aiuto poco nè a casa nè al lavoro dove poi la sua efficienza magari provoca solo invidie e ostilità  strisciante.

Ci si appoggia su di lei e li lascia fare  tanto la sua vittoria nella vita è stata la sconfitta alla quale ha ceduto gradualmente e inconsapevolmente.

 Chiara, 30 anni appena compiuti, non sa  che pesci pigliare: lasciare tutti  o rimanere in Italia. Stava per sposarsi ma poi  ci ha rinunciato last minute per un altro uomo,  quel  primo spasimante conosciuto da adolescente, il quale l’ha  mollata   dopo qualche mese (o forse lei si è fatta lasciare, non ha mai capito). Poi la borsa di studio, (ora se ne andrà  all‘estero) ottenuta a fatica dopo il dottorato seguendo i guizzi e i lazzi del suo barone,  ma è questo quello che vuole? Sembra tutto sia possibile, (certo un po’ di imbrogli necessari per ottenere questo posto in una prestigiosa università  tedesca) farà carriera sicuro.  Inoltre è ritornato  l’ex,  quello del matrimonio sfumato (dopo la loro storia, si è sposato infine  producendo un figlio) e ora  lei gli manca e le ha  creduto e potrebbero ricominciare- ma  una pedina forse vendetta forse desiderio ambivalente.

Lei chiara non lo è stata mai,  con sè e con gli   altri si è illusa di essere trasparente quando in realtà è sempre rimasta all’ oscuro di tante, troppe cose.

 Aurora ha 6 anni  non scrive bene ma  a scuola è  aiutata dalle sue brave maestre e  ci sono pure compagni  generosi. Anche a casa i genitori le sono vicini  e  correggono la manina perchè lei di linee e punti  non ne vuole sapere- questo foglio così bianco non lo sopporta  vorrebbe che tutto si facesse scuro  scuro e il sole andasse a dormire dato che il suo sole nero sorge sempre prestissimo e di aurora non c’è traccia

 Gioia è  ormai una nonna di 80 anni. Da giovane,  una ballerina dei varietà dei sabati sera televisivi, quelli con la Carrà e Mina. Si  ballava e si provava tanto, ogni giorno, ogni movimento doveva essere perfetto e sempre con il sorriso stampato sulle labbra.  Potevano essere coreografie pazze eleganti o scatenate,  far vedere che tutto andava bene e sarebbe andato meglio se si  tollerava ogni cosa. Era il boom economico bisognava essere contenti per far piacere al re. In realtà nel suo ambiente  di arrivisti artisti e gambe lunghe,  lei di gioia ne aveva provata poca, erano coltelli e competizione feroce per farsi riprendere in prima fila e rimanere immortalati, pur se per un secondo, nella scatola triste.

 Serena deve ancora nascere ed è già placida e beata nella pancia della mamma la quale la nutre  quotidianamente di speranze aspettative sogni e visioni. Ogni giorno ascolta voci nuove ma tutte ripetono lo stesso motivo: questa bambina sarà così o dovrà fare cosà o le succederà questo,  oppure se tu fai quello lei farà quest’altro.

La bimba che deve nascere ora  tanto serena non si sente piu’, già si porta appresso quello che gli altri  vogliono o si aspettano  lei sia.

 Ci si appoggia su cio’ che si trattiene  e non si molla  si sta comode su  quelle cose dalle quali ci si dovrebbe allontanare. Paradosso e assurdo, è familiare così  tanto che non se ne fa a meno pure se intralcia e ferma. Il finto sostegno magari  apparentemente riposante, non esige  salto e sfida solo acciambellarsi e torpore e poi irrequietezza perchè qualcosa non quadra, chissà cosa? Forse non essere piu libere nei movimenti-  andare a marcia indietro che fatica! è come non andare mai veramente altrove.

 E questi nomi che noi portiamo  sono  la bandiera di quello che non siamo: ci tocca trascinarceli appresso come per esempio i giochi di ruolo di cui  si ha bisogno per sentirsi in vita…la mamma,  la suocera, la figlia, l‘amante,  moglie,  fidanzata,  sorella, l‘amica,

 solo nomi appunto.

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