Inro & che bellezza!

Dicono che la bellezza sia ideale soggettivo e assai relativo ma era proprio  quella che andavo cercando io,  con 10 anni di meno, vagando per le vie di Takayama, Giappone.

Trovata là,  nel museo di questi Inro, scatolette  un tempo, 2-4 secoli fa, contenenti tabacco o polveri mediche (veleni?).

L’ho visitato con attenzione e immediato innamoramento, senza distrazioni, credo fossi unica visitatrice, oltre  unica con  fattezze occidentali poco viste allora (pure ora) da quelle parti.

 

Per me, folgorata dalla bellezza del particolare, questi oggettini corrispondono in pieno al rapporto che io ho con le scatole: sempre fortemente simbolico. Diversi esseri amati in un modo  o in un altro, me ne hanno fatto dono, non so perché.

Nelle scatole io contengo ideale di bellezza, armonia.

 

Poi questo non è (attuale), appunto,

 dove si è cacciata la meraviglia dello stupore da bellezza?

(da chiederselo tre volte al giorno prima dei pasti possibilmente)

 

Ideale, ma vorrei perseguirlo senza sentirmi perseguitata

Nel tuo sguardo la vedo la bellezza pure se ti nascondi

Nel tuo fare appare cura pure se ti sminuisci in concetti arzigogolati

Nel tuo essere duplice non saprai  aprire  la scatola giusta, simil Pandora docet

 

Intanto io mi tengo il sogno di bellezza che mi incanta

Daydreaming ogni tanto

 

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5 thoughts on “Inro & che bellezza!

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  1. Il sogno si può realizzare a Venezia, al Museo d’arte Orientale a Ca’ Pesaro.
    Appena fuori dalla stazione FS attraversa il Ponte degli Scalzi e vai a sinistra verso il Fondaco dei Turchi. Prima del Fondaco gira a destra e attraversa il canale delle Fondamenta Megio, vai verso il palazzo Mogenigo e San Stae. Quando sei arrivata a San Stae gira ancora a destra e sei arrivata a Ca’ Pesaro, alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna. Tempo 20 minuti (per me che so dov’è) o 30 minuti (per te che farai qualche calle in più).
    Già la galleria è una bella nassa dalla quale non si uscirebbe mai (sono rimasto più di mezz’ora davanti a “cociendo la vela” di Joaquin Sorolla y Bastida), ma la mazzata è ai piani superiori, al Museo d’Arte Orientale, dove trovi le antiche inro per le erbe medicinali, laccate, intarsiate, tempestate di madreperla, istoriate, talmente esatte che fatichi a distinguere i setti. Se non ti bastassero ci sono gioielli, armi da cerimonia, vasi, quadri, armature da samurai, kimono, e dei batik da paura.
    Se ci vai non farti mettere fretta, prenditi almeno mezza giornata (e forse neanche basta).
    Buon sogno.
    😉

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