Per la prima vollta

Di ritorno dalle terre dei 1500 m.  delle stelle e cibi proteici non altamente digeribili, schiena in continua fase di sciopero e silenzio di neve, lì uomini allevatori stalle antiche e animali in gabbia,

principessa  con corona dei frutti di bosco.

 

Sul treno il  bambino che mi disegna un fiore: lui dice è il suo primo fiore, per la prima volta ne fa uno e me lo dona su un post-it

 

Come cantare canzoni di libertà e resistenza per la prima volta,

innamorarsi per la prima volta,

trovare un lavoro per la prima volta,

confidarsi per la prima volta,

suonare  per la prima volta

viaggiare per la prima volta,

cucinare per la prima volta,

traslocare per la prima volta.

 

Rivorrei tutto per la prima volta

e che sia la volta buona.

 

Scartando aprendo valige, plastiche varie e i pensieri di cuore doverosi verso chi pure un cuore ha ma te lo mostra di rado (allora io insisto e trovo quella forma lì), appunto aprendo pacchetti regali e involucri,  sulla busta di plastica auguri di faccia con Babbo Natale, scopro stampata  sul retro la poesia del capodanno di  Rodari, la stessa che le creature hanno imparato per natale (la maestra  vorrebbe regalare sorrisi), così le casualità…

per ricordarmi che  anche domani si ricomincia

magari per la prima volta

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2 pensieri su “Per la prima vollta

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