Senza parole

Dunque ci sarebbero due possibilità o guardarsi nello specchio della matrigna oppure affacciarsi a quella finestra dove l‘aria ti accoglie  leggera e nel cielo volano tanti arcobaleni  al(le)ati.

Al momento pare non sia dato scegliere, le strade poche e energie ancora meno, il mondo affatato ci tiene stregati.

Troppe magie oscure e poi il male e  la violenza e l‘arroganza contro chi apparentemente pare piu debole.

Le femmine che vengono uccise,  un esempio, quasi dare scontato che avvenga un giorno sì e un altro pure, che  la risposta sia:  ti tolgo la vita lentamente o nell’immediato pseudo raptus. La violenza ormai diventata quasi regola di appartenenza a un genere confuso di ominidi che guardano troppo nello specchio stregato.

Umiliazione e violenza che mi pare nota, avendola  già esperita in alcune situazioni, lì dove ti senti impotente e isolata, non ce la fai  ma se ce la fai  dai un colpo di ali e pinne e scompari, così ti salvi. Eppure il ricordo  rimane e la sensazione di sgradevole in bocca che induce facimente al voltastomaco, pure quella, la violenza di parole e atti che ti annullano e di bugie che la alimentano, già lo sa solo chi lo  sa.

 

Sarebbe tempo di migrare perché arriverà freddo e nel mio cielo  di stelle  quel freno a mano  che spesso  ha congelato o ha portato a sfracellarmi su scogli  acuminati,  quello là verrà messo a dura prova, poi  sarà nettuno  re dei mari a tentare di riportarmi magari sul mondo di illusione o di specchio sottomarino affatato.

Insomma i tempi non saranno facili

avrei bisogno di parole nuove, al momento le ho finite.

Aspetto il nuovo carico portato da bici volanti.

 

Sai quando quello che fai non ti va di farlo

Sai quando quello che fai lo devi fare e ne vieni schiacciato

Sai quanto  le presenze infestanti ti pungono a tua insaputa

Sai quanto i serpenti strisciano sul corrimano

Sai quando non senti piu nulla

E non vuoi piu nulla e pensi guardando sempre nello specchio  deformante che potresti anche non esserci e forse sarebbe meglio

Certo, questi sono  tempi difficili e ti basterebbe  evadere pure  con un’ illusione da mettere nel taschino e da portare con se  per ogni evenienza.

 

Pare che quello che io -scriva dica- arrivi nelle nebbie avvolto,   non vorrei  questo ma questo arriva, si tratta sempre delle parole giuste o del vassoio per disporle o ci sono troppe cose golose da mangiare che si è indecisi peggio  del sogno quando non puoi mangiare e c’è troppo…

Dati i tempi  al momento c’è troppo troppo poco

Troppo deserto e miraggio

Noia e rassegnazione o indifferenza o violenza rabbiosa.

Ecco qua il soufflè è pronto.

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