zefiro torna e di soavi accenti

Stasera sono stata catturata dai madrigali  di  Monteverdi

Come risucchiata,

come risucchiata da  lavoro vampiro

e  vita di deserti e miraggi tira e molla.

e poi manca davvero  una passione

 un senso  o forse due

e amore chissà.

 

Non so se inebetimento filiare o gattaro

sia meglio o peggio, sono estremi, lo so,

ma è quello che pare ti possa riempire la/di vita,

poi pare perché  è un attimo,

come quando si fulminavano le vecchie lampadine, il vuoto o il pieno 

 la noia e l’insofferenza

dove si canta il pianto e l’assenza.

Zefiro torna!

p.s. i fiori vogliono ballare  vita

Zefiro torna e di soavi accenti

l’aer fa grato e’il pié discioglie a l’onde

e, mormoranda tra le verdi fronde,

fa danzar al bel suon su’l prato i fiori.

Inghirlandato il crin Fillide e Clori

note temprando lor care e gioconde;

e da monti e da valli ime e profond

raddoppian l’armonia gli antri canori.

Sorge più vaga in ciel l’aurora, e’l sole,

sparge più luci d’or; più puro argento

fregia di Teti il bel ceruleo manto.

Sol io, per selve abbandonate e sole,

l’ardor di due begli occhi e’l mio tormento,

come vuol mia ventura, hor piango hor canto.

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2 thoughts on “zefiro torna e di soavi accenti

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