Macchissà della musica

Si dice scatola del vento anzi si  sente

Perché è piu’ sul sì che sul no

Macchissà  cosa pensava il suo inventore

Catturando note e scale e trilli, corpo e anima

di legno scavato nella vita che era  di albero

 

nuova vita allora 

ho ricominciato pure io.

 

Appoggio al cuore

io mi  o lui si

sempre sì

ma non c’è lo specchio narciso, forse  sì per alcuni ‘si’ riflettente immagini gonfiate.

 

E’ una gioia  e una fatica perché spesso  parla lingue diverse,  ragione e sentimento; la velocità interrompe lo studio

e posso accellerare con lentezza, ora sì.

Tanti abbracci di danze e incontri, tutto questo nella scatola del vento, basta saperla capire ogni volta porta messaggi nuovi…quelli  dispari poi fanno impazzire.

 

Nel grande museo di Castelfidardo, all’ingresso,  era la’, piccina, a ricordare un’ antenato importante perché la fisa è nata da quella intuizione lì.

(poi ci sono pure i devoti costruttori pieni di mistica e buona volontà appassionata nel paesino piccolo come la loro insegna alla porta)

 

La mia scatola del vento mi segue nel tempo

Ne potrebbe raccontare di musiche e canzoni

 arcobaleni dopo temporali

rumori e silenzi

presenze e assenze

 

E il segreto è la dentro

se ti sai avvicinare lo puoi ascoltare

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One thought on “Macchissà della musica

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