TERRAFERMA

” L’attenzione è la più pura e rara forma di generosità ” così scriveva S.Weil.

 Penso anch’ io così, eppure ci vorrebbe spazio per farlo, non ce l’abbiamo: è finito, torna più tardi, forse ritorna…

Inghiottiti e triturati dalle ansie di potere che ti raggiungono dai rettangoli  luminosi  dai quali troppo spesso  dipendiamo.

 In tutte queste isole di  impotenza, si tratta di raggiungere la terraferma.

Di stare con le persone e le storie vere, autentiche, pure se feriscono e  spingono ad ascoltare.

Dei deliri altrui ne ho abbastanza, ho l’età per farne a meno direi,  eppure siamo  tutti pesci in reti di abissi marini dimenticati.

I dimenticati della storia ci sono stati e ci saranno,  quelli ai margini per i quali  molti  ‘altri’ in ascolto riscrivono la  vita loro, pure perdendola.

Uccelli che cercano possibili climi liberi, sfidano e sacrificano tutto e finiscono spesso negli abissi.

Oppure si può scappare e riuscire ad uscire.

 

Questo film non è solo bello o attuale, ma ci siamo noi e loro, le divisioni e le paure, le ingiustizie di uomini gretti e miseri.

Superficialità e poi  l’attraversare con coraggio. 

Verso la terraferma per tentare, magari invano, di fermare questo gioco di equilibrismo folle.

Sono sicura, guarda un po’, che pochi lo potranno vedere.

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